SANITA’ Problemi ai reparti di rianimazione la denuncia delle Associazioni

<p>(UJ.com) PERUGIA - Le Segreterie Regionali dell’Umbria delle sei Associazioni dei consumatori e dei malati: ACU – Cittadinanzattiva – Confconsumatori – Lega Consumatori – Movimento Consumatori – Movimento Difesa del Cittadino lo scorso giugno hanno inviato una lettera all’Assessore regionale alla <b>Sanità</b> e al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, per sollevare alcuni problemi denunciati dai diretti interessati e riguardanti i reparti di rianimazione dell’Ospedale di Perugia.</p>
<p>In particolare veniva richiamata l’attenzione dell’Assessore e del Direttore Generale su tre criticità: 1. rischi e danni da ritardi evitabili nell’assistenza ai pazienti in condizioni critiche per la ubicazione non ottimale dei reparti di rianimazione con obbligo di lunghi percorsi (peraltro non protetti) per raggiungere la stessa a partire dal DEA. 2. rischi e danni da ridotta capacità di presa in carico di pazienti in condizioni critiche da parte della rianimazione dell’Ospedale di Perugia e obbligo di trasferimenti in altri nosocomi spesso non altrettanto dotati di risorse <b>necessarie</b> per assistere tali pazienti; 3. rischi e disagi assistenziali da inappropriata collocazione di pazienti in terapia intensiva nella “Recovery room” allestita nel blocco operatorio.</p>
<p>Si chiedeva quindi di effettuare un sopralluogo congiunto al fine di verificare l’effettiva portata e pericolosità delle criticità sollevate e i tempi e i modi delle soluzioni adeguate da adottare. Successivamente è arrivata una risposta per via scritta nella quale l’Azienda Ospedaliera di Perugia sostiene in pratica che le questioni poste rientrano nei normali protocolli terapeutici. Ovviamente le cinque Associazioni si sono dichiarate assolutamente <b>insoddisfatte</b> della risposta dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché non è stato concesso il sopralluogo congiunto richiesto, di fatto non si è voluto riconoscere alle Associazioni dei consumatori e dei malati il ruolo di validi interlocutori sulla qualità dei servizi sanitari.</p>
<p>Cosa inaccettabile, visto che a settembre, sulla base di un accordo tra la Regione dell’Umbria e Cittadinanzattiva, inizierà l’Audit civico e cioè il monitoraggio congiunto sulla qualità e sulla quantità dei servizi offerti da tutte le strutture sanitarie della nostra regione. La risposta dell’Azienda Ospedaliera di Perugia non convince neanche nel merito perché sa molto di adempimento burocratico, tant’è che riconferma le scelte fatte <b>senza</b> dimostrare il benché minimo dubbio sulla loro effettiva funzionalità, in particolare in rapporto ai rischi denunciati per i malati che vi sono e vi saranno ricoverati, derivanti dalla attuale ubicazione logistica e dalla organizzazione delle attività di rianimazione nell’ospedale di Perugia.</p>
<p>Pertanto le Segreterie regionali delle Associazioni dei consumatori e dei malati: ACU – Cittadinanzattiva – Confconsumatori – Lega Consumatori – Movimento Consumatori – Movimento Difesa del Cittadino, hanno annunciato l’apertura di una campagna di sensibilizzazione e di informazione di pazienti, operatori <b>sociosanitari</b>, cittadini, associazioni, forze politiche e sindacali sui problemi sollevati, rammaricandosi per la mancata possibilità di mettere in atto una concreta sinergia tra associazioni della cittadinanza attiva ed amministratori responsabili del SSR.</p>
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