Sanità, la Cgil incalza, “No ai tickets senza se e senza ma”

Mario Bravi

Mario-Bravi-21“Pur se ridimensionati, dal 29 al 20 per cento,  in seguito all’atto di indirizzo della giunta regionale,  i super – tickets sull’intramoenia rimangono un balzello iniquo”. Lo sostengono Vanda Scarpelli dalla Cgil funzione pubblica, Nicola Preiti della Cgil medici, e Mario Bravi segretario regionale della Cgil.

“Nell’ultimo incontro avuto con la Regione – scrivono i tre sindacalisti –  abbiamo sottolineato tutta la nostra contrarietà, che continua a permanere nonostante la riduzione degli importi e abbiamo avanzato proposte alternative a quelle messe in pratica dall’atto di indirizzo della Regione”.

“Da sempre la Cgil con i lavoratori ed i cittadini pone questioni in modo serio, cercando di dare un contributo ala soluzione dei problemi, contrariamente ad altri che cercano di strumentalizzare qualsiasi cosa gli capiti a tiro – continuano Scarpelli, Preiti e Bravi – I tickets sono stati fissati dal Governo Berlusconi, con la manovra correttiva di luglio 2011. Tutte le Regioni sono state obbligate da quella decisione a mettere tickets per i propri cittadini sulle prestazioni sanitarie. Da allora i vari Governi, da Berlusconi a Monti, passando per Letta e ora Renzi, hanno proseguito sulla strada dei tagli alla sanità”.

“In questo contesto- si legge ancora nella nota –  abbiamo per primi sollevato la questione dei tickets sulla libera professione intramoenia, non perché la Regione avrebbe potuto evitarli, essendo una legge dello Stato, ma per avviare un percorso di fuoriuscita da questa impostazione che continuiamo a considerare inaccettabile. Continuiamo a chiedere e lo ribadiamo ancora: il superamento dell’intramoenia allargata, esercitata negli studi privati dei medici. Con un unico obiettivo, garantire più trasparenza e controllo a questa attività ed evitare prevaricazioni ai danni dei cittadini. Continuiamo ad essere sempre più convinti che nella profonda crisi che attraversa il nostro Paese bisogna difendere il sistema sanitario pubblico contro ogni tentativo di privatizzazione, che la delibera rischia di alimentare”.

“Per questi motivi – concludono i tre sindacalisti – consideriamo sbagliata la misura introdotta dalla giunta regionale che per altro non è esente da ulteriori possibili ricorsi, e ribadiamo l’esigenza di cancellare questo atto e di riprendere il confronto costruttivo per arrivare ai seguenti obiettivi: niente nuovi tickets; abolizione di quelli sulle prestazioni specialistiche; recupero delle risorse necessarie superando sprechi, diseconomie e privilegi, riorganizzando veramente il servizio sanitario regionale; allargamento delle esenzioni dai tickets ai lavoratori in oggettiva difficoltà a causa della crisi (disoccupati, cassintegrati) e ai loro famigliari. Su questi elementi si misura il cambiamento necessario”.

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