SANDRO ALLEGRINI PRESENTA: “DA VIA DEL DEPOSITO ALL’ACCADEMIA: IL GRANDE VOLO DEL FUTURISTA GERARDO DOTTORI, PITTORE PERUGINO”

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto:%20papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA – Gerardo Dottori era nato in via del Deposito, al Borgo Bello, l’11 novembre 1884, come ricorda una lapide ivi collocata. Di famiglia popolare, rimase orfano di madre all’età di otto anni. Si iscrisse giovanissimo all'Accademia di Belle Arti di Perugia. Iniziò l'attività di decoratore, trasferendosi <b>temporaneamente </b>a Milano tra il 1906 e il 1907. Tornò quindi agli studi accademici e dal 1908 cominciò a frequentare ambienti artistici d'avanguardia a Firenze. Nel 1910 iniziò a collaborare con la rivista “La Difesa dell'Arte”. Nel 1911 conobbe Giacomo Balla, aderendo al Futurismo. Nel 1912 riunì il primo gruppo futurista umbro. Nel 1915 partì soldato per la prima guerra mondiale. Durante il periodo bellico, scrisse “Parole in libertà”. Nel 1920 tenne la sua prima mostra a <b>Roma </b>e fondò la rivista futurista “Griffa!” (recentemente ripubblicata a cura di Massimo Duranti e delle persone che ruotano intorno al suo gruppo di ricerca). Il bollettino si prefiggeva l’intento di diffondere le idee del movimento nel capoluogo umbro. Nel 1924 fu il primo futurista ad esporre alla Biennale di Venezia, alla quale fu presente per ben 11 edizioni.</p>
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<p>Il suo apporto maggiore al movimento (sebbene avesse esordito nella stagione del “Primo futurismo”) fu quello dell'Aeropittura: figurò infatti tra i firmatari del “Manifesto dell'aeropittura”, sottoscritto nel 1931 insieme a Marinetti, Balla e <b>Prampolini</b>. Tra il 1926 e la fine degli anni Trenta, visse a Roma scrivendo su varie riviste d'arte. Nel 1932 viene citato come primo esempio di artista futurista, impegnato anche in soggetti sacri nel “Manifesto dell'Arte Sacra Futurista” firmato da Marinetti e Fillia. Nel 1939 vinse la cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti Perugia, della quale fu direttore fino al 1947. In piena guerra <b>mondiale </b>scrisse il “Manifesto umbro dell'aeropittura”, nel quale chiarì che la vera essenza del suo futurismo consisteva in ambientazioni e paesaggi intrisi del classico misticismo umbro. Rimase sempre fedele al Futurismo, anche dopo l’esaurimento della spinta propulsiva della corrente artistica che ruppe i parametri della tradizione.</p>
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<p>In questi ultimi anni, le sue opere compaiono nelle principali retrospettive sul Futurismo, sia in Italia che all'estero. Gerardo Dottori si spense nel capoluogo umbro nel 1977 e le sue spoglie si trovano nel Cimitero monumentale di Perugia, nella sezione riservata ai cittadini illustri. Esperto di Futurismo e di avanguardie storiche – ma anche <b>raffinato </b>estetologo, aperto alle esperienze artistiche contemporanee – MASSIMO DURANTI ha pubblicato numerosi saggi e articoli in occasione di mostre e rassegne storiche, in particolare intorno alla genesi e alla storia dell’Aeropittura. Ha curato il monumentale Catalogo generale dell’opera di Gerardo Dottori e una corposa monografia-catalogo su Alessandro Bruschetti. Nel 2005 ha <b>fondato </b>gli Archivi Dottori dei quali è presidente e animatore. ANTONELLA PESOLA è una giovane studiosa, sua collaboratrice. GIULIETTA MASTROIANNI è regista colta e raffinata, autrice – tra l’altro – di apprezzati documentari sul poeta perugino Sandro Penna, sugli artisti Gerardo Dottori e Brajo Fuso.</p>

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