ROBOT AIUTA AD ASPORTARE UN TUMORE AL FEGATO, INTERVENTO A SPOLETO

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SALA OPERATORIAUn robot e un’équipe multidisciplinare altamente specializzata sono gli elementi qualificanti della Struttura di Chirurgia Mininvasiva e Robotica, vero fiore all’occhiello dell’ospedale di Spoleto.

Nei giorni scorsi lo staff, diretto da Lelio Di Zitti, ha eseguito con successo, in una giovane paziente, un complesso intervento di asportazione di un raro tumore al fegato, piuttosto difficile da diagnosticare con le consuete metodiche ecografiche.

A supportare i professionisti del “San Matteo degli Infermi”, un robot guidato da sofisticate tecniche radiologiche che ha permesso un recupero estremamente rapido della ragazza, dimessa in soli tre giorni.

La Chirurgia Mininvasiva e Robotica di Spoleto esegue questi interventi da oltre sei anni con risultati noti a tutta la comunità scientifica. L’eccezionalità di questa operazione, come detto, sta nel fatto che il tumore non era visibile con le comuni metodiche ecografiche che sono necessarie a guidare la mano del chirurgo durante l’asportazione della parte malata del fegato.

La diagnosi radiologica è stata eseguita da Marco Carlani, della Radiologia di Spoleto, con l’ausilio della risonanza magnetica, utilizzando un mezzo di contrasto capace di mostrare ciò che non era stato visto ai controlli radiologici tradizionali.

La diagnosi istologica è stata poi eseguita da Cristallini e da Peppoloni, dell’Anatomia Patologica di Foligno, che hanno identificato, su una biopsia del fegato, i segni di una rara mutazione genetica responsabile dell’insorgenza del tumore.

Infine l’intervento chirurgico vero e proprio.

I chirurghi Alberto Patriti e Raffaele Bellochi, supportati dai radiologi, hanno eseguito con successo un intervento estremamente mirato, utilizzando il sistema robotico Da Vinci accoppiato al sistema ecografico intraoperatorio in dotazione alla sala operatoria della chirurgia spoletina.

La parte di fegato malata è stata delimitata sulla base delle immagini della risonanza magnetica e rimossa utilizzando cinque piccoli fori sull’addome della paziente, che è stata dimessa dopo soli tre giorni dall’intervento. Le evoluzioni nell’assistenza anestesiologica hanno permesso di evitare il ricovero in terapia intensiva e di rialimentare la paziente la sera stessa dell’intervento.

Il trattamento dei tumori del fegato risulta efficace se si mette in campo un proficuo lavoro di squadra e si hanno a disposizione tecnologie moderne e di altissima precisione in grado di eliminare, con interventi mininvasivi, le parti malate di un organo preservando le parti sane.

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