RIORGANIZZAZIONE PROVINCIA PG – VERSO UN NUOVO MODELLO ORGANIZZATIVO

<p>(UJ.com) PERUGIA - Efficacia ed efficienza, innovazione, trasparenza, certezza delle responsabilità: queste le parole chiave del nuovo ordinamento di uffici e servizi su cui sta lavorando la <b>Provincia di Perugia</b>. I criteri generali lungo i quali si muoverà l’Ente sono stati illustrati al Consiglio provinciale dal Vice Presidente (con delega al personale) Aviano Rossi ed hanno riscontrato il giudizio favorevole della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta, fatto che lo stesso Vice Presidente ha ritenuto ‘positivo e significativo di obiettività nella valutazione’. “Quanto stiamo facendo – sono state le parole di Rossi - è in assoluta coerenza con la riforma della pubblica amministrazione. Il Ministero ha in tal senso indicato la strada dello sviluppo della competitività del settore pubblico quale strumento di crescita civile, sociale ed economica”. <br /><br />Come detto, tra i criteri stabiliti in primo luogo vi sono efficacia ed efficienza, due concetti strettamente legati tra loro in quanto “essere efficienti senza essere efficaci significherebbe semplicemente conseguire degli sprechi”. Parlando poi di innovazione, Rossi ha spiegato che non significa solo tecnologie, ma anche mutuare dai sistemi organizzativi e produttivi più efficienti quegli accorgimenti in grado di migliorare anche le performance di un ente locale. Per trasparenza si intende dare massima visibilità e rendere conto sistematicamente ai cittadini dell'operato amministrativo, privilegiando la rete internet, mentre la certezza delle responsabilità si attua “andando a revisionare l'organizzazione per conseguire un modello più snello, efficiente e dove le sovrapposizioni saranno il più possibile risolte”. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Rossi - è risolvere i problemi, ma abbiamo anche l'ambizione di anticiparli attraverso un moderno sistema di controllo gestionale che sia in grado di indicarci tempestivamente la direzione in cui ci stiamo muovendo”. <br /><br />Al contempo l’Ente vuole lavorare alla valorizzazione del capitale umano. “Il modello che vogliamo realizzare – ha precisato Rossi - non dovrà soffermarsi solo sugli aspetti quantitativi (ovvero numero di dipendenti e costi), ma dovrà essere orientato allo sviluppo del ‘capitale intangibile’. Due organizzazioni, a parità di risorse umane, non hanno gli stessi risultati se sviluppano le seguenti tre qualità ‘intangibili’: una buona organizzazione; lo sviluppo delle conoscenze e competenze, attraverso la formazione; la comunicazione organizzativa, per informare, partecipare, motivare verso il raggiungimento di obiettivi comuni”. Rossi ha quindi informato l’aula che è imminente la presentazione di un modello organizzativo più snello, che scaturisce dall’analisi comparativa con altre 20 Province italiane con caratteristiche simili a Perugia e dall’analisi organizzativa interna operata dal Politecnico di Milano. <br /><br />Il nuovo modello prevederà un riduzione di servizi ed uffici e consentirà di ottimizzare l'impiego delle risorse, andando a ridurre quelle umane, di decentrare i servizi sul territorio, conseguire risultati migliori e permettere alla Provincia di effettuare investimenti utili anche in chiave economico-sociale. Nell’annunciare il suo voto di astensione il consigliere del Pdl Michele Martorelli ha fatto osservare l’apprezzamento delle dichiarazioni di principio, anche se una valutazione più obiettiva sarà possibile dopo la presentazione del modello organizzativo. Si sono invece dichiarati a favore di quanto proposto da Rossi i consiglieri Luca Baldelli (Prc) che, sottolineato la coerenza del documento, ha detto di apprezzare il metodo del confronto ed ha auspicato periodici incontri in III Commissione su questa tematica, Enrico Bastioli (Sinistra e Libertà) che ha commentato positivamente la politica di decentramento dei servizi, sottolineando la necessità di dar vita ad una “macchina sempre più efficiente e pronta ad affrontare i cambiamenti”, e Franco Granocchia (Idv) secondo cui la Provincia sta lanciando un segnale politico importante, in particolare relativamente alla tendenza alla valorizzazione delle risorse umane.</p>

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