Ricercatori da tutto il mondo alla scoperta dei segreti del “bianco”

<p> A fine novembre, arriveranno studiosi e ricercatori da tutto il mondo per visitare i territori dell’Alto Chiascio che sono <b>particolarmente</b> adatti alla fruttificazione delle specie più pregiate di tartufo. Il territorio della Comunità montana dell’Alto Chiascio è caratterizzato dalla presenza di numerose specie di tartufo, allo stato naturale.<br /><br />Tra queste quella sicuramente più importante è il “Tuber magnatum Pico”, noto anche come tartufo bianco pregiato. Questa specie esclusiva dell’Italia peninsulare per fruttificare ha bisogno di particolari condizioni pedoclimatiche che nei territori della Comunità montana dell’Eugubino-Gualdese si realizzano perfettamente. L’ente montano per promuovere questo gioiello della natura ha messo in atto una serie di attività tra cui spicca l’annuale <b>mostra</b> mercato che ha appena chiuso la ventisettesima edizione. Quest’anno, proprio nell’ambito della rassegna è stato organizzato un convegno dal titolo “Tartufo e marketing territoriale”, e a margine della manifestazione sono state premiate due tesi di laurea magistrale discusse con lode nella facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.<br /><br />Nel territorio della Comunità montana dell’Alto Chiascio è in atto da un anno una ricerca multidisciplinare coordinata dalla dottoressa Gabriella Di Massimo, docente presso il dipartimento di Biologia applicata della facoltà di Agraria dell’ateneo perugino. Si tratta di uno studio delle caratteristiche ecologiche degli <b>habitat</b> di fruttificazione del tartufo bianco pregiato, con l’obiettivo di individuare e applicare le migliori strategie agronomiche e forestali per gestire una risorsa naturale preziosa ma in fase di declino. I risultati preliminari della ricerca saranno presentati al terzo Congresso mondiale sul tartufo che, si terrà a Spoleto dal 25 al 28 novembre prossimo.<br /><br />Le attività postcongressuali prevedono per gli studiosi che hanno partecipato ai lavori e che provengono da tutto il mondo, delle escursioni per conoscere gli ambienti naturali di fruttificazione delle specie di tartufo più pregiate. Il territorio dell’Alto Chiascio è stato scelto come rappresentativo degli habitat naturali di <b>tartufo</b> bianco, per cui il 30 novembre ci sarà, per tutti i congressisti, una visita guidata alle tartufaie di Tuber magnatum. L’escursione sarà occasione per far conoscere agli scienziati provenienti da tutto il mondo come il tartufo bianco, protagonista della gastronomia d’elite a livello internazionale, viva in un contesto caratterizzato da paesaggi naturali incontaminati uniti alle bellezze architettoniche delle città del comprensorio<br /><br /> Il pranzo in un agriturismo permetterà di far apprezzare anche i prodotti tradizionali della gastronomia dell’eugubino, realizzando un connubio esemplare tra ricerca scientifica e <b>promozione</b> del territorio di cui il tartufo bianco di Gubbio è il protagonista indiscusso. </p>

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*