Pubblici esercizi, liberalizzazione ma governata

(UJ.com) PERUGIA <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>20/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12622" –> -  “Sui nostri centri storici pesa il rischio di una liberalizzazione non governata nel settore dei pubblici esercizi, che non avrà effetti positivi sul settore né sull’utenza. Chiediamo alla Regione di rivedere quella parte della legge regionale sui centri storici che riguarda appunto i pubblici esercizi e i cosiddetti esercizi multisettoriali, rispetto alla quale non ci è stata dato nessun spazio per esercitare una costruttiva collaborazione, che può configurare uno scenario pesante per molti operatori, senza che questo porti alcun vantaggio alle nostre città in termini di servizi e di maggiore capacità di attrazione”. Luciano Ioni, presidente della Confcommercio regionale, sollecita la Regione a tornare sul testo da poco licenziato per ottimizzare gli interventi in favore dei centri storici dell’Umbria. “La nuova legge - aggiunge Ioni - prevede due misure che vanno riviste. La prima riguarda i cosiddetti esercizi multisettoriali, in base alla quale possono essere costituiti esercizi che prevedano almeno due tra le attività della somministrazione, artigianato, commercio e turismo, con la facoltà di ottenere una autorizzazione in deroga per la somministrazione. Il tutto senza aver definito le finalità vere di questo genere di nuovi esercizi e il loro inquadramento in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio. La seconda misura consente ai titolari di pubblici esercizi dei centri storici di acquisire autorizzazioni alla somministrazioni diverse da quella posseduta, che possono essere attivate o vendute entro sei mesi dalla richiesta. In entrambi i casi – sottolinea Ioni – si tratta di agevolare qualcuno a scapito di altri, senza avere un progetto chiaro di riferimento. Per questo motivo abbiamo sostenuto con forza la necessità di correttivi alla legge regionale che, a nostro parere, male interpreta le disposizioni del decreto Bersani. La liberalizzazione, infatti, va governata. Nel caso delle autorizzazioni alla somministrazione, ad esempio, abbiamo proposto che non vengano rilasciate a pioggia e indiscriminatamente. Ma nei territori dove sono in corso investimenti per la qualificazione dell’offerta, come nel caso dei bandi PUC, o da concordare a livello comunale nella fase di elaborazione del quadro strategico di valorizzazione. Ancora più interessante, secondo noi, la possibilità di istituire una tipologia unica di autorizzazione alla somministrazione, da sperimentare in vista dell’approvazione del testo unico sul commercio. Le nostre proposte, purtroppo, non sono state ascoltate. Eppure partono anche dalla osservazione del mercato dei pubblici esercizi, che negli ultimi tempi sta dando segnali di sofferenza e che di tutto ha bisogno meno che di interventi che possono creare ulteriori difficoltà, in un contesto economico di notevole complessità”. Secondo gli ultimi dati resi noti dalla Fipe - la Federazione italiana del pubblici esercizi aderente a Confcommercio – il 40% degli italiani ha già ridotto le sue frequentazioni nei pubblici esercizi e il 45% lo farà nei tempi a venire. Alla domanda sul perché di questo calo, al primo posto la mancanza di soldi, al secondo la necessità di risparmiare. L’Italia è inoltre uno dei paesi con più alta densità imprenditoriale. Se in Europa si contano 284 imprese di ristorazione ogni 100 mila abitanti, l’Italia ne conta ben 384 e l’Umbria è allineata alla media nazionale. Un dato che da solo basta a spiegare che si è in presenza di un mercato già fortemente concorrenziale. “La legge regionale sui centri storici, da noi fortemente voluta, ha contenuti apprezzabili – conclude Ioni. “Così come apprezzabile è stato lo spazio di collaborazione concesso, al momento della sua definizione, ad associazioni di categoria come la nostra. Noi auspichiamo che ci sia l’opportunità di migliorare anche per la parte che riguarda il futuro dei pubblici esercizi”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*