Protesta a Palazzo dei Priori, educatrici infanzia dal sindaco

Educatrici precarie dell'infanzia nella mattina di martedì con striscioni si sono recate al palazzo comunale dal sindaco di Perugia

Protesta a Palazzo dei Priori, educatrici infanzia dal sindaco

Orgogliosi di essere pubblici e poi ancora l’infanzia non si tocca. Sono queste alcune frasi scritte negli striscioni di protesta. Palazzo dei Priori oggi preso all’assalto. Educatrici precarie dell’infanzia nella mattina di martedì con striscioni si sono recate al palazzo comunale dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi.

I motivi della loro protesta sono tanti. Abbiamo sentito alcune di loro e hanno raccontato la loro storia e il perché di questa mobilitazione.

“Non c’è una programmazione di ampio respiro sui servizi, non si sa cosa vogliono fare, anzi si sa, vogliono disfarsi del servizio pubblico.” Lo ha detto un’educatrice presente stamani a Palazzo dei Priori.

“9 educatrici stanno andando in pensione – ha aggiunto -, dopo aver bloccato un concorso per due anni ci promettono che lo faranno, forse nel 2017, ma solo per 4 posti part-time. Alcune educatrici – continua – si sono dovuti fermare a 1095 giorni effettivi di lavoro e tante altre a breve si dovranno fermare, rimanendo disoccupate. Facendo uscire un bando per la nuova graduatoria, già scaduta da più di un anno – ha spiegato l’educatrice – verrebbe data a loro di nuovo la possibilità di lavorare, ma l’amministrazione da mesi ci sta prendendo in giro perdendo tempo, anche scaricandosi le responsabilità l’uno con l’altro, tra assessori e dirigenti, senza mai affrontare il problema con serietà e dandoci sempre risposte evasive.”

E nel concludere: “Siamo stanchi di essere prese in giro. Il personale di ruolo è anziano e dopo la legge Fornero che allunga la vita lavorativa, le amministrazioni sia quella di prima, sia quella l’attuale hanno aumentato i carichi di lavoro. Le supplenze sono brevi e spesso di tre ore. Si vocifera anche che un nido, quello di Collestrada da settembre chiuderà. E’ vero questo? Quante altre strutture subiranno questo destino”.

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