Perugia, Silp Cgil, Daniele Tissone confermato segretario generale

normal_tissonePERUGIA – Daniele Tissone è stato confermato alla guida del Silp-Cgil, sindacato di polizia che organizza oltre 9.000 lavoratrici e lavoratori del comparto. L’elezione è avvenuta al termine di due giorni di lavori congressuali che si sono svolti a Perugia, con la partecipazione di oltre 200 delegate e delegati arrivati da tutta Italia. Il nuovo direttivo nazionale del Silp, eletto dallo stesso congresso e formato da 94 componenti, ha votato all’unanimità Tissone come segretario generale.
Eletta anche la nuova segreteria nazionale che sarà composta, insieme allo stesso Tissone, da Cosmo Bianchini, Pietro Colapietro, Pierluciano Mennonna, Mario Roselli e Tommaso Delli Paoli, con l’impegno assunto dal segretario ad integrare la segreteria con un componente donna.
Nei due giorni di dibattito, arricchiti dai contributi di ospiti autorevoli, tra i quali l’ex pm Gherardo Colombo e il capo della Polizia Alessandro Pansa, il sindacato ha affrontato i temi dell’emergenza sicurezza, acuita dalla gravissima crisi sociale ed economica che attraversa il paese, e ha rilanciato le sue proposte, prima tra tutte quella dell’unificazione delle forze dell’ordine a competenza generale che, per legge, svolgono identiche funzioni con compiti del tutto analoghi.

“Quello che noi presentiamo come uno slogan (“Unire le forze”, ndr) è in realtà un essenziale e responsabile progetto per il nostro futuro – ha detto nella sua relazione il segretario generale Daniele Tissone – perché cinque forze di polizia che non si muovono in sinergia e che dialogano fra di loro solo a grandi linee non possono offrire il massimo per i cittadini”.
Ma al centro dell’azione rivendicativa del Silp c’è anche il tema dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di polizia: “Diritti – spiega il segretario – fermi agli anacronistici divieti imposti dalla legge 121/81 negli artt. 82, 83 e 84 che, per noi del Silp-Cgil, vanno del tutto superati”. Superato da anni il divieto ad iscriversi ai partiti politici, non si riesce a comprendere, ha sottolineato Tissone, perché si sia tuttora restii a permettere al personale della Polizia di Stato di iscriversi alle confederazioni sindacali.

Poi ci sono i tagli. “Non sfuggirà a nessuno che 4 anni fa – ha detto ancora Tissone – la Polizia di Stato e, più in generale tutto il comparto, poteva contare su di una pianta organica di circa 103.000 unità ridottasi, oggi, a 95.500 uomini con una diminuzione di personale, per tutte le forze di polizia, pari a circa 9.000 operatori”.

Infine, il nodo della contrattazione. “Non si possono semplificare i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori dicendo che si vogliono mettere un po’ di soldi in più in tasca e glissando sulla sostanziale cancellazione della contrattazione nel pubblico impiego”, ha detto, Serena Sorrentino, segretario nazionale Cgil, nel suo intervento conclusivo, facendo riferimento alle parole pronunciate, sempre al congresso, dal capo della polizia Alessandro Pansa, che aveva parlato appunto della volontà di mettere più soldi nelle tasche dei poliziotti.

“Non voglio certo polemizzare con il capo della Polizia, non compete a me – ha detto ancora Sorrentino – ma come sindacato non ci accontentiamo dell’idea di qualche soldo in tasca in più. Per questo, pur apprezzando il taglio dell’Irpef annunciato dal governo, pensiamo che non sia sufficiente e lanciamo una sfida: vogliamo aprire noi un confronto vero su come si riforma la pubblica amministrazione e su come si razionalizza la spesa. Il tutto – ha concluso Sorrentino – confermando e rafforzando la centralità della contrattazione”.

Insomma, tante criticità, pesantissime, che il Silp intende mettere al centro della sua azione rivendicativa nei prossimi anni, accanto all’impegno su beni confiscati, al contrasto all’irregolarità del lavoro e all’illegalità economica, alla lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, battendosi anche per il rilancio della condizione femminile in polizia.

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