Perugia, salute, il Registro Tumori Umbro di Popolazione, precisazioni

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PERUGIA – In relazione ad alcuni articoli comparsi sulla stampa regionale, relativi all’attività del Registro Tumori Umbro, mi preme sottolineare quanto segue. Il Registro Tumori Umbro di Popolazione (RTUP) è gestito, per conto dell’Assessorato alla Salute della regione Umbria, dalla Sezione di Sanità pubblica del Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università di Perugia. Dal 1994 raccoglie, elabora e diffonde dati sui nuovi casi (incidenza=casi incidenti) che si verificano nei residenti nella nostra Regione. Al RTUP sono annessi il Registro Nominativo delle cause di morte (ReNCaM) che allo stesso modo tratta i dati di mortalità per tutte le cause e il Registro Regionale dei Mesoteliomi. I dati del RTUP sono periodicamente pubblicati sul sito web (www.rtup.unipg.it) che riporta anche altre notizie che riguardano l’oncologia umbra, report e monografie sullo stesso argomento e, spesso, argomenti di Sanità pubblica. Sulla rivista on-line CancerStat Umbria, giunta ormai al quinto anno di pubblicazione con oltre 65.000 download, sono pubblicati, oltre ai dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza, monografie che riguardano l’epidemiologia e la clinica di alcune delle principali sedi tumorali. Queste monografie sono state scritte dai più illustri specialisti Clinici della nostra Regione e da Colleghi di altre regioni. Sulla stessa Rivista vengono riportate anche delle slide-show relative ai più importanti Convegni e incontri che si svolgono in Umbria. Il Sistema Gestionale del Registro permette la georeferenziazione di tutti i casi di tumore, e di morte, sul territorio umbro, per cui è possibile calcolare la frequenza delle patologia in una qualsiasi area della Regione. Accedendo al Sistema direttamente dal sito, è possibile per chiunque calcolare, in tempo reale, la frequenza, in termine di numero di casi e di tassi per sesso e classi di età, delle diverse sedi tumorali a livello di aggregazione di comuni in Distretti sanitari di base. La distribuzione a livello comunale viene fornita periodicamente con cartografie che indicano le diverse frequenze rispetto a quella media regionale. In alcuni casi, e dietro autorizzazione dell’Assessorato alla Salute, è possibile fornire cartogrammi indicanti l’incidenza a livello di sezioni di censimento dei comuni (circa 100-200 abitanti). Tali limitazioni sono ovviamente determinate dalle leggi sul rispetto della privacy. L’incidenza media annuale, negli ultimi anni, della patologia tumorale è stata di circa 3800 nuovi casi per i maschi e 3000 per le femmine, con un tasso per 100.000 abitanti pari a circa 880 e 650 rispettivamente nei due sessi. Ciò significa che mediamente, ogni 1000 abitanti si hanno circa 15,3 casi annui di tumore (per tutte le sedi complessivamente). Il Sistema gestionale del Registro può localizzare i casi anche per quartiere, strada o altro, ma come è intuitivo, il numero di casi diminuisce con il diminuire della popolazione a rischio. Questo, oltre a rendere altamente instabile il numero dei casi, può permettere l’individuazione del paziente, e ciò in contrasto con le leggi sulla privacy. Tuttavia questo non significa che non sia possibile programmare delle ricerche ad hoc per studiare il rapporto tra frequenza della patologia neoplastica e variabili ambientali e sociali. Da tempo il Registro ha proposto un programma di ricerca, chiamato GeoDeSAm (georeferenziazione, deprivazione salute, ambiente) che ha lo scopo di tentare di mettere in relazione delle particolari situazioni ambientali, e sociali, con la frequenza del cancro. Tali procedure, tecnicamente possibili, soffrono però di alcuni importanti limiti che riguardano tra gli altri: – il periodo di induzione del tumore, cioè il periodo di tempo che passa dalla esposizione alla diagnosi della malattia, che alcune volte supera ampiamente i 10-15 anni, per cui il verificarsi di un tumore oggi può essere la conseguenza di una esposizione avvenuta diversi anni fa; – il limitato numero di casi che si riscontrano quando si scende a livello di sede di tumore in circoscrizioni molto piccole (se in un determinato territorio in un anno si verifica un caso di tumore del cervello e l’anno dopo se ne verificano due, matematicamente c’è stato un incremento dei 100%, ma che difficilmente è statisticamente significativo); – la georeferenziazione dei casi è basata sull’indirizzo della residenza del paziente e, ovviamente, non tiene conto degli eventuali rischi professionali o legati agli stili di vita individuali. Infine vale la pena di ricordare che può essere ingannevole valutare la frequenza dei cancri con il numero assoluto. Oltre alle variazioni del numero dei residenti, bisogna tenere conto che la maggior parte di queste patologie riguardano la popolazione anziana, per cui con il progressivo invecchiamento della popolazione stessa si può avere un aumento del numero dei casi. Per questo motivo è possibile applicare ai tassi una tecnica matematica (standardizzazione) che elimina le differenze di composizione per età e per sesso delle popolazioni confrontate. Gli operatori del Registro, come d’altra parte i Colleghi dell’Assessorato alla Salute, sono comunque disponibili nei confronti di singoli cittadini e organizzazioni che vogliano approfondire particolari situazioni che possano provocare rischi per la salute, ricordando comunque che il RTUP è uno strumento che può misurare gli effetti delle esposizioni, ma non le esposizioni stesse.

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