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PERUGIA, CNA FITA, “NO ALLA TRASFORMAZIONE IN AUTOSTRADA DELLA E45”

E45
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(umbriajournal.com) PERUGIA – “No alla trasformazione della E45 in autostrada senza l’esenzione dal pedaggio per gli umbri e in assenza di alternative viarie”. Dopo il sì del Consiglio regionale dell’Umbria al progetto di trasformazione della E45 in autostrada, Cna Fita, che in Umbria rappresenta oltre mille imprese di autotrasporto di merci e persone, interviene nel dibattito in corso.

“Nessuno mette in dubbio che la E45 necessiti di interventi urgenti di ammodernamento, ma il sistema scelto non offre sufficienti garanzie – afferma Gabriele Mercanti, presidente di Cna Fita –. La questione centrale per noi, infatti, è quella relativa al pedaggio, rispetto al quale non esiste alcuna certezza di esenzione in favore dei cittadini e delle imprese umbre.

Non dimentichiamo che questa arteria viaria rappresenta la spina dorsale del sistema stradale regionale e il solo collegamento con il nord, oltre ad essere, insieme al raccordo Perugia-Bettolle, la via naturale di transito di moltissimi residenti che la utilizzano per i propri spostamenti quotidiani, anche per l’oggettiva mancanza di alternative decenti.

E questo è il secondo problema: la trasformazione in autostrada senza che si metta mano alla creazione di percorsi alternativi è inaccettabile, perché ci troveremmo di fronte a enormi problemi di sicurezza, oltre che al congestionamento delle strade secondarie, che già oggi fanno fronte a volumi di traffico locale ben oltre le proprie capacità. Ecco perché non possiamo assolutamente firmare quella che appare, in tutto e per tutto, come una cambiale in bianco visto che le decisioni sulle questioni che ci stanno maggiormente a cuore verranno definite a livello nazionale e solo in fase di approvazione definitiva del progetto”.

“Cna Fita Umbria quindi – conclude Enrico Ceccarelli, vice presidente dell’associazione – dice no al progetto senza le garanzie necessarie. Stiamo valutando concretamente la possibilità di aderire al ricorso al Tar e a quello eventuale che verrà inoltrato a Bruxelles.

Senza contare che siamo pronti, come accaduto in passato su altri fronti, a far partire forme di protesta “visibili” per fermare un progetto il cui unico risvolto tangibile per i cittadini e le imprese della nostra regione sarebbe rappresentato da un aggravio dei costi economici e dal peggioramento delle condizioni di vita e di sicurezza”.

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