Perugia celebra la solennità di san Benedetto Patrono d’Europa

E’ tradizione anche a Perugia celebrare la solennità di san Benedetto Patrono d’Europa il 21 marzo, oltre che nella storica abbazia dei padri benedettini di San Pietro, anche nel Monastero di Santa Caterina in Porta Sant’Angelo. Le dodici monache benedettine, la cui madre badessa suor Caterina ha compiuto da poco i 25 anni di professione monastica, invitano fedeli e cittadini a partecipare a due pomeriggi di preghiera e meditazione della Parola di Dio attraverso gli insegnamenti della Regola di san Benedetto e a condividere l’Eucaristia con la loro comunità.

Venerdì 20 marzo, Vigilia della Festa, alle ore 18, saranno celebrati i Primi Vespri con meditazione breve su L’Osservanza della Quaresima e Gli strumenti delle Buone opere (Regola cap. 49 e 4), mentre sabato 21, alle ore 18, si terrà la S. Messa cantata in gregoriano, celebrata da mons. Elio Bromuri, vicario episcopale per la cultura, preceduta, alle ore 8, dalla S. Messa per la Comunità monastica di clausura celebrata da mons Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo della cattedrale di San Lorenzo.

Si tratta di momenti spirituali alquanto significativi per le monache benedettine, che attualmente hanno con loro una giovane intenta ad iniziare l’esperienza del noviziato. Negli ultimi anni non sono mancate le vocazioni fiorite proprio tra le accoglienti mura di questo Monastero, anche se sono difficili. Le difficoltà sono incontrate non solo da quanti si sentono chiamati dal Signore nel servirlo totalmente e per tutta la vita, ma anche da persone “laiche”. Basti pensare alle difficoltà che incontrano padri, madri e figli verso la “vocazione-chiamata” ad essere tali, come anche nell’ambito delle “vocazioni professionali”, delle arti e dei mestieri.

Un aiuto a sostegno della propria vocazione, commenta la madre badessa suor Caterina, «giunge a noi dagli “strumenti dell’arte spirituale”, che Benedetto da Norcia ci ha consegnato più di 15 secoli fa e che si identificano proprio con le parole di papa Francesco: “permesso, grazie, scusa, misericordia di Dio”. Ma dove si possono esercitare questi “strumenti”?». La risposta la fornisce sempre suor Caterina: «in un’“officina”, che per noi a vita consacrata è il monastero con la stabilità nella famiglia monastica, come ci insegna san Benedetto. Mentre per il credente laico l’“officina” per eccellenza è la famiglia con la stabilità dei ruoli di tutte le sue componenti: il padre faccia il padre, la madre faccia la madre e il figlio faccia il figlio».

Ritornando agli “strumenti dell’arte spirituale”, da praticare soprattutto in Quaresima in preparazione alla Pasqua, la madre badessa ricorda alcuni: «anzitutto amare il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze; quindi il prossimo come se stesso». Ma anche «rinunziare interamente a se stesso per seguire Cristo…, aver cura dei fratelli bisognosi, non abbandonare mai la carità». E poi «non fare torti, tollerare con pazienza quelli che ci vengono fatti, non ricambiare le offese», ma «amare i nemici e nell’amore di Cristo pregare per loro».

Riguardo alla confessione, molto esortata in tempo di Quaresima, la badessa benedettina dice: «i cattivi pensieri che si affacciano alla mente, spezzarli subito contro Cristo manifestandoli al padre spirituale». Madre Caterina ha anche una parola di riflessione sul prossimo Giubileo straordinario indetto dal Papa pensando ad uno di questi “strumenti”: «mai disperare della misericordia di Dio».

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*