Nuovo Patto per la salute, Marini: “Scelte pubbliche e universalistiche”

Foto Agostino MAROTTI
Foto Agostino MAROTTI
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(umbriajournal.com) PERUGIA – “Il nuovo Patto per la salute dovrà contenere alcune scelte che consentano una vera e propria riforma del servizio sanitario nazionale, che dovrà rafforzare il suo carattere pubblico ed universalistico”. È quanto affermato dalla rappresentante della Regione Umbria, a Rimini, partecipando alle Giornate del lavoro, organizzate dalla Cgil, cui hanno partecipato anche il sottosegretario al Ministero della Salute, Vito De Filippo, ed il segretario confederale nazionale della sanità Vera Lamonica, sul tema “Austerity contro diritto alla salute: quale futuro per la sanità pubblica?”. La rappresentante della Regione Umbria ha sostenuto che elementi imprescindibili del nuovo Patto per la salute dovranno essere innanzitutto quello della “certezza del budget complessivo del Fondo sanitario nazionale per il prossimo triennio”.

Inoltre si dovrà rivedere l’impianto dei “Lea” (livelli essenziali di assistenza), riformandoli, “ma soprattutto far sì che i Lea siano coerenti con la dotazione finanziaria dello stesso Fondo e rispondano al principio della dignità sociale dei cittadini che ricorrono al servizio sanitario”.

“Con una seria riforma dei Lea – ha proseguito -, ma anche attraverso un profondo processo di riconversione e di ripensamento del ruolo dei presidi sanitari, come la diffusione delle Case della Salute, potremo compiere nel nostro Paese una grande riorganizzazione di tutta la sanità pubblica, rendendola così per un verso economicamente sostenibile, e per l’altro verso sempre più moderna ed in grado di rispondere al diritto alla salute per ogni cittadino. In questo quadro, anche il ruolo della prevenzione potrà e dovrà avere una importanza strategica, perché essa è la via principale per assicurare più salute ai cittadini, ed al tempo stesso può produrre significative economie. Dunque, dobbiamo agire per incrementare gli screening di massa per le patologie tumorali più diffuse ed allargare quanto più possibile le fasce di popolazione da coinvolgere”.

Riguardo al tema specifico dell’incontro, la rappresentante della Regione Umbria ha voluto ricordare come “sia stato soprattutto il comparto della sanità pubblica a pagare il costo più alto delle politiche di contenimento della spesa pubblica, visto che negli ultimi anni e per effetto delle manovre dei diversi Governi che si sono succeduti, il Fondo nazionale sanitario ha subìto un taglio di oltre 30 miliardi di euro e nessun altro comparto pubblico ha subito tale quantità di tagli”.

“Spero che quanto prima si riesca a chiudere positivamente il confronto con il Governo e arrivare alla sottoscrizione del nuovo Patto per la salute, dopo che in questi mesi abbiamo svolto un utile lavoro che ci ha portato alla condivisione dei principali obiettivi che Stato e Regioni vogliono perseguire, ed avendo superato la politica dei tagli lineari che ha dimostrato la sua inefficacia. Le Regioni  sono pronte a fare la loro parte fino in fondo in ossequio al principio di responsabilità e di cooperazione istituzionale, per il perseguimento dell’interesse generale che in questo caso – ha concluso – vede al centro la salute dei cittadini”.

 

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