Partire dall’Olivocoltura per promuovere il territorio

Programmare il futuro partendo dalla propria identità, soprattutto quella territoriale: questo il messaggio che è partito dal convegno “Olivicoltura in Umbria: problematiche e soluzioni per un settore di eccellenza”, che si è tenuto nei giorni scorsi a Gualdo Cattaneo.

Gli organizzatori, l’Ugc- Unione generale coltivatori della Cisl e Copagri – Confederazione produzioni agricoli, si sono confrontati con professori universitari partendo da una definizione della situazione contingente. Ai lavori hanno preso parte il professore Adriano Ciani che ha trattato di multifunzionalità, qualità e identità territoriale, il professor Franco Famiani che ha relazionato sulle problematiche e le possibili soluzioni del settore ed il professor Maurizio Servili che ha illustrato le innovazioni di prodotto e di processo. I loro interventi hanno suscitato un forte interesse da parte degli olivicoltori che hanno chiesto consigli sui comportamenti e sulle tecniche da adottare onde evitare una stagione come quella passata.

A prendere la parola, in un convegno nel quale ha avuto molto spazio il confronto con la platea esistente, il dottor Paolo Morbidoni, presidente della” Strada dell’Olio”.

“L’Umbria – ha definito Claudio Nardoni, presidente regionale della Copagri, nella sua relazione introduttiva- ha una superficie impegnata ad olivicoltura di circa 30.297 ettari, con una produzione di circa il 6 per cento di tutta la produzione lorda vendibile regionale, che permette di poter affermare che rappresenta un comparto significativo del sistema produttivo regionale, per il peso che riveste nella economia e per le potenzialità che esprime. Contribuisce inoltre a garantire reddito e lavoro ed a salvaguardare l’ambiente ed il paesaggio. Ci sono quindi tutte le condizioni per riconoscere alla nostra olivicoltura un ruolo primario, perciò merita un impegno concreto ad un suo sviluppo ed per una maggiore tutela dell’olio umbro”.

Il convegno – che ha descritto il 2014 come l’annus orribilis per l’olio- ha identificato alcuni dei punti di forza del settore nell’elevata qualità del prodotto olio e delle capacità degli imprenditori, addetti e operatori, ma anche nelle condizioni climatiche favorevoli che permettono di raggiungere elevati livelli di quantità e qualità.

Ciò in un mercato dove la domanda supera l’offerta. L’olivicoltura e l’olio, oltre a rappresentare elementi di identità dell’essere umbri, caratterizza il territorio, il paesaggio ed è un punto di forza del turismo, anche enogastronomico. Oltre a valorizzare questi aspetti, è necessario continuare a preservare i metodi tradizionali di coltivazione e trasformazione.

Per il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra, che è intervenuto ai lavori, la prima necessità per il settore agricolo è quello di un piano regionale che definisca le priorità, in base alle quali destinare le risorse economiche messe a disposizione anche dall’Europa. Risorse che non devono essere distribuite a pioggia e che permettano di realizzare un’agricoltura di pregio, che possa contare anche sulla forza di un brand.

Inoltre, per Sbarra è necessario curare maggiormente il paesaggio e la qualità ambientale, che per l’Umbria rappresentare un valore aggiunto, sul quale basare lo sviluppo della filiera Tac – turismo, ambiente e cultura. Vendere un prodotto di qualità, infatti, significa promuovere un territorio, portando l’Umbria fuori dai propri confini. Rilanciare l’agricoltura nel suo complesso, puntando su settori primari, significa prima di tutto occupazione e servizi.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*