No alla trasformazione della E45 in autostrada

da Giuliano Granocchia (Coordinatore Provinciale Perugia, Sinistra Ecologia Libertà)
Le questioni ambientali sono state al centro della recente Conferenza programmatica di SEL Umbria e sono oggetto in queste settimane di un serrato confronto con il Pd, con la Presidente Catiuscia Marini e l’intera coalizione di centrosinistra. Molte sono ancora le emergenze aperte nella nostra regione.

Anche il Programma Strategico Territoriale approvato dalla Regione dell’Umbria (legge 1 del 2015) richiederà da parte del nuovo consiglio un deciso ripensamento se, nel frattempo, non dovesse esserci un intervento da parte del Ministro dei beni culturali.

In questo quadro l’ipotesi di trasformazione della E45 in autostrada rappresenta sicuramente la minaccia maggiore.
Più volte abbiamo già ricordato le ragioni che ci hanno spinto a schierarci a fianco dei comitati di lotta mobilitati da tempo contro questa opera.

In questi giorni stanno aumentando i motivi per ribadire il nostro no. Primo tra tutti lo studio di un gruppo di esperti dell’Università di Perugia che ha drasticamente escluso la possibilità di gratuità del pedaggio per gli umbri perché andrebbe a violare norme europee e nazionali. Questa ennesima “grande opera” non è quindi sostenibile se non mettendo pesantemente le mani in tasca agli abitanti della regione.

L’altro elemento di forte preoccupazione è rappresentato dall’inchiesta della procura di Firenze che sta indagando sull’ennesimo scandalo italiano legato agli appalti pubblici. Anche la Orte-Mestre, questa autostrada di 400 km finanziata con uno sgravio fiscale di 2 miliardi e mezzo di euro, è stata fortemente voluta e promossa da politici nazionali e dirigenti del Ministero dei Lavori pubblici, molti dei quali coinvolti a vario titolo nell’inchiesta. Anche questa nuova, ennesima tangentopoli suggerisce quindi di accantonare definitavamente il progetto.

Per Sel è necessario e prioritario cambiare strategia per non rischiare di perdere tempo e risorse finanziarie che invece sono importantissime per l’economia umbra e per il tessuto delle imprese. E’ ora di dire un chiaro e definitivo no all’autostrada e dirottare le risorse pubbliche previste verso l’ammodernamento e la messa in sicurezza della E45. Risorse necessarie, da spendere subito per sostenere il sistema delle imprese umbre e rilanciare l’occupazione in un settore devastato dalla crisi fornendo un servizio ai cittadini umbri.

Un discorso a parte meriterebbe infine la questione della qualità dei lavori di rifacimento del manto stradale di questa arteria. Come è possibile che il suo tracciato sia continuamente interessato da eterni interventi di manutenzione ma che costantemente l’arteria sia in condizioni disastrose?

Anche su questo tema sarà necessario un nuovo protagonismo del prossimo consiglio regionale che verrà eletto in primavera.

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