Marsciano, la scommessa vinta della Casa della Salute

Positivo il bilancio tracciato dalle Istituzioni a due anni dall'apertura della Casa della Salute di Marsciano

(umbriajournal.com) MARSCIANO – Un ampio pubblico di cittadini ha preso parte, giovedì 13 marzo 2014, all’incontro organizzato dal Comune di Marsciano per tracciare un primo bilancio sulla Casa della Salute a due anni dalla sua inaugurazione avvenuta il 18 febbraio 2012. A trattare il tema sono intervenuti il Sindaco di Marsciano Alfio Todini,  il Direttore del Distretto socio sanitario della Media Valle del Tevere, Stefano Lentini, il Direttore generale dell’Asl 1 Umbria, Giuseppe Legato, il Consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni, il medico di Medicina generale operante presso la Casa della Salute di Marsciano, M. Lucia Cavalletti, il Direttore dell’Assessorato regionale alla Sanità, Emilio Duca. Le conclusioni della serata sono state affidate alla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

La Casa della Salute rappresenta un nuovo modello gestionale per la salute e il benessere, che ripensa l’organizzazione dei servizi, il rapporto con i cittadini e con i pazienti. In questa struttura i servizi di assistenza primaria si integrano con quelli specialistici, della sanità pubblica, della salute mentale, con i servizi sociali e le associazioni di volontariato. Sono diversi i servizi erogati all’interno della Casa della Salute. Tra questi ci sono l’Ospedale di Comunità, ambulatori polispecialistici, ambulatori di Medici di Medicina Generale, Continuità assistenziale, la Residenza Sanitaria Assistita con 20 posti letto a degenza breve, il Centro di formazione sanitaria in simulazione e in emergenza-urgenza, attività afferenti i Dipartimenti di prevenzione, salute mentale e dipendenze (Sert e Goat), postazione del 118, servizio di Riabilitazione dell’età evolutiva e adulti, CUP e servizi amministrativi.

“La Casa della Salute – afferma il Sindaco Alfio Todini – insieme al nuovo Ospedale di Pantalla, alla ridestinazione per ambulatori dell’ex nosocomio di Todi e, per quanto riguarda prettamente Marsciano, alla nuova farmacia comunale, sono il frutto di una riorganizzazione dei servizi sanitari che hanno collocato questo territorio in una nuova centralità rispetto a tutto l’ambito della sanità regionale. Dobbiamo partire da qui nel tracciare un primo bilancio, certamente positivo, dell’impatto che ha avuto questa struttura nella quale sono stati insediati nuovi servizi e che ci ha permesso di recuperare un’area all’interno della città impedendo che la dismissione dell’ospedale si tramutasse in causa di degrado e di impoverimento economico per il centro cittadino. L’apprezzamento che riscontriamo da parte della comunità che usa i servizi della Casa della Salute deve esserci da stimolo per ulteriormente migliorare e intervenire su quegli aspetti che vanno meno bene. Del resto la Casa della Salute di Marsciano è un esperimento ed è a tutt’oggi l’unica struttura di questo tipo presente in Umbria. Di fatto è un lavoro ancora in corso e ci sono sia margini per ottimizzare i servizi presenti che per ampliarne l’offerta. In particolare un primo obiettivo prioritario e possibile sul quale stiamo lavorando è rappresentato dall’attivazione del servizio di cure odontoiatriche, un servizio quanto mai utile per una importante fascia della popolazione che, proprio a causa della difficile congiuntura economica, sta trovando sempre più oneroso accedere a questo tipo di cure presso le strutture private”.

La positività dell’esperienza della Casa della Salute sta anche in alcuni dei dati che sono stati indicati dal Direttore Legato. “Tutte le attività attivate all’interno della Casa della Salute – ha commentato Giuseppe Legato – hanno ottenuto risultati lusinghieri. Tanto per citare un dato possiamo dire che l’assistenza domiciliare nelle attività riabilitative è passata dai 695 accessi domiciliari del 2012 ai 2031 del 2013. In questi due anni c’è stato quindi un costante miglioramento in quantità e qualità dei servizi erogati presso il domicilio dei cittadini. Anche la Residenza sanitaria assistita sta egregiamente svolgendo la sua funzione con un tasso di utilizzo pari all’87%, dimostrandosi un sistema di assistenza utile a decongestionare gli ospedali. E buone notizie riguardano anche il servizio odontoiatrico all’interno della Casa della Salute per il quale esiste un progetto preliminare di fattibilità con la possibilità concreta che entro il 2014 partano i lavori di adeguamento strutturale per l’attivazione del servizio”.

Un quadro più ampio sulla fase di riorganizzazione di tutta la sanità umbra è stato tracciato dalla Presidente della Regione. “Il modello di sanità umbro – ha affermato la Presidente Marini – ha cercato e cerca di salvaguardare una rete diffusa di servizi sanitari sul territorio, riorganizzandoli. E lo stiamo fatto non rinunciando ad una adeguata programmazione e ad una visione organizzativa capace di leggere i bisogni della popolazione nel medio e lungo periodo. L’Umbria ha, quindi, una precisa idea della programmazione e stiamo elaborando il sesto piano sanitario regionale, uno strumento con il quale vogliamo accompagna il cambiamento e disporre, ottimizzandole, le risorse. La bontà della nostra sanità e la nostra capacità di gestire bene i suoi costi la ritroviamo anche nel dato della mobilità per le cure sanitarie in entrata e uscita dalla regione. Noi siamo l’unica piccola regione che ha una mobilità attiva.  Solo il 6, 7% della popolazione ricorre a cure fuori dalla regione. Ci sono regioni dove invece è un cittadino su due ad andarsi a curare fuori. Questi risultati hanno bisogno di un lavoro di squadra e della responsabilità di tutti quei professionisti che non sono secondari nel garantire l’appropriatezza delle cure e nel futuro andremo incontro a scelte che ci impongono ancora più organizzazione. Questo territorio ha fatto scelte importanti in questo senso andando, anche grazie alla Casa della Salute, verso il potenziamento dei servizi territoriali e socio-sanitari. La Casa della salute è, infatti, una risposta che copre con qualità e capacità organizzativa anche il bisogno socio sanitario. Quello in essa espresso è quindi un modello di organizzazione dei servizi sul quale dobbiamo continuare a investire e i successi futuri dipenderanno anche da quanto gli stessi professionisti potranno mettersi a disposizione di questo sistema. Sulla casa della salute il giudizio di utenti e cittadini è positivo. Mi sento di dire grazie a tutti coloro che permettono di far percepire questa qualità del servizio”.

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