L'OLIO EXTRA VERGINE UMBRO PUÒ DEFINIRSI ANCORA OGGI UN'ECCELLENZA?

<p>(UJ.com) ASSISI - L'olio extra vergine umbro può definirsi ancora oggi un'eccellenza? Su questo tema e sulla valorizzazione del cosiddetto ora giallo della nostra regione si è discusso nella tavola rotonda organizzata presso la sala congressi del Valle Di Assisi Resort , organizzata da Pro loco di S.Maria degli Angeli, l’Associazione Culturale CTF e dal Consorzio Agrario di Perugia. A seguire gli interventi di esperti del settore, medici, sociologi, erano stati invitati produttori,associazioni in rappresentanza dei consumatori, cultori di un prodotto che oramai anche la ricerca scientifica internazionale ha identificato come elemento essenziale nella prevenzione, specie nelle patologie cardiovascolari.</p>
<p>A questo proposito la testimonianza del Prof. Pierpaolo De Feo, è stata netta: “ Il massimo organismo di controllo della Sanità americana già da qualche anno obbliga i produttori mondiali dell’olio extravergine di oliva ad apporre sulle confezioni etichette che indicano testualmente questa espressione:” è dimostrato che l’uso di 23 gr di olio extravergine di oliva previene le malattie del cuore”. Si è anche discusso di come il mercato, sia italiano che europeo , sia inflazionato da mille etichette di olio , dalle provenienze più disparate, con le indicazioni mai sufficientemente chiare per il consumatore, ed è in questo contesto che Antonio Margotta,direttore generale del Consorzio Agrario ha sottolineato la necessità di controlli sempre più serrati e severi da parte delle competenti autorità (erano presenti anche rappresentanti dei Nas con il capitano tenti li duna attenzione totale: “ Per la tutela del lavoro dei nostri produttori, per il rispetto della tradizione che assegna da sempre all’Umbria un primato nella qualità , ma soprattutto per non lasciarsi sopraffare da una cultura che mette agli ultimi posti il rispetto per il lavoro degli agricoltori, che continuano a puntare su un prodotto che non si può abbandonare alla improvvisazione” Scegliere dunque secondo le proprio risorse economiche, ma consapevoli della offerta e della provenienza del prodotto.</p>
<p>I promotori del convegno hanno deciso di puntare su un rilancio educativo delle nuove generazioni, proprio per salvaguardare l’agricoltura umbra, che necessità di un supporto da parte di tutte le componenti la filiera.Ed a questo proposito Giovanni Zavarella ha annunciato un bando di concorso con relative borse di studio che verranno assegnate ai lavori scelti da una apposita commissione. Ad essere interessati saranno sia gli studenti delle scuole medie inferiori che quelli delle scuole superiori; i primi si cimenteranno in un tema dal titolo,</p>
<p>“Dalla merenda con pane ed olio alle merendine” Alberto Sorbini della Università dei Sapori ha lanciato una accusa forte “a quei ristoratori che presentano in tavola ampolle con olio vecchio, senza alcuna etichetta, annullando cosi l’effetto di campagne di comunicazioni importanti, sminuendo un prodotto che viene considerato unanimente un fiore all’occhiello della nostra Regione” Una proposta che ha raccolto il consenso degli operatori agricoli presenti al convegno è quella del giornalista Rai Mino Loru sso che ha invitato a soffermarsi sull’operato dei 5 mila produttori di mele del Trentino che si sono consorziati e che hanno dato luogo non ad uno slogan, ma ad un progetto, vincente, mela Melinda .Non solo una operazione di marketing, ma una operazione che ha abbattuto divisioni e campanili.” Allo stesso modo si potrebbe operare in Umbria , ha concluso il suo intervento Loruisso, abbattendo gli steccati, facendo fronte comune L’olio extravergine d’oliva umbro è troppo prezioso perché le iniziative di promozione non vadano nella stessa direzione”.</p>
<p>Contrario infine ad un cambiamento nel modo di cambiare radicalmente la coltivazione dell’ulivo :”E’ paradossale pensare che il nostro territorio possa identificarsi con quello delle grandi estensioni ; occorre il rispetto della cultura umbra, del territorio, del paesaggio- detto Maurizio Salari, commissario straordinario del Consorzio Agrario, in risposta a quanti hanno ipotizzato di cessare la coltivazione in certi territori perché non conveniente sotto il profilo economico Sono altre le strade da percorrere , quelle praticabili, quelle che permettono l’utilizzo di macchinari moderni, di frantoi all’avanguardia” riescono ad arginare con grave ripercussioni sui produttori umbri.</p>
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