L’immagine della Madonna del Rosario di Pompei in diocesi a Terni

In occasione delle celebrazioni in onore del venerabile Giunio Tinarelli per il 59esimo anniversario della morte, avvenuta il 14 gennaio 1956, giungerà in diocesi l’icona pellegrina della Madonna del Rosario di Pompei, che sosterà dal 14 al 18 gennaio a Terni, Narni, Amelia, in un pellegrinaggio mariano attraverso le tre città della diocesi e le loro principali chiese, che si concluderà domenica 18 gennaio alle ore 17 nella Cattedrale di Terni con la solenne celebrazione presieduta da mons. Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia. Un avvenimento, promosso dalla Diocesi, dall’Unitalsi e dal centro Volontari della Sofferenza, che rinnova la devozione alla Madonna che ha avuto un ruolo privilegiato nella spiritualità di Tinarelli, il quale trovava il suo paradiso nell’andare pellegrino nei santuari mariani.

Una missione mariana caratterizzata cinque giorni di preghiera e di riflessione alla luce dell’esperienza di vita di Tinarelli, giovane operaio delle acciaierie ternane che, seppur segnato da enormi sofferenza fisiche, ha dedicato la sua breve vita all’apostolato con le persone ammalate, ridando, inoltre, vita, nel 1948, alla sottosezione Unitalsi di Terni.

Mercoledì 14 gennaio l’icona della Madonna sarà accolta alle ore 11 presso il monastero delle Clarisse di Colleluna a Terni, mentre alle ore 15 in piazza Europa sarà accolta dal vescovo Giuseppe Piemontese e dal sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Seguirà la processione per le vie del centro fino in Cattedrale alle 16.30, presso la Cattedrale di Terni, dove, all’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, saranno consegnate le chiavi della città. Qui, alle 17.30, ci sarà, poi, il primo momento di preghiera della Missione, con la santa Messa presieduta proprio dal Pastore della Chiesa pompeiana. In serata, saranno proiettati i video “Storia di Pompei” e “Giunio Tinarelli”.

Il giorno seguente, giovedì 15 gennaio, la missione mariana raggiungerà la Casa Circondariale di Terni e, successivamente, all’Acciaieria luogo legato alla vita del venerabile Tinarelli che lì lavorò come operaio per molti anni prima che la malattia lo immobilizzasse.

Nel pomeriggio, la missione proseguirà verso Amelia, dove, dopo la visita al monastero delle benedettine di san Magno e all’ospedale cittadino, sosterà presso le chiese di San Massimiliano Kolbe e San Francesco. Venerdì 16 gennaio altra tappa importante della missione sarà la sede della Comunità Incontro di Molino Silla, casa madre e centro direttivo della Comunità fondata da don Pierino Gelmini per il recupero dei tossicodipendenti. Nel pomeriggio, la Madonna del Rosario di Pompei giungerà a Narni. Qui farà visita agli ammalati dell’ospedale cittadino che riceveranno una speciale benedizione. Subito dopo, l’icona sarà portata in processione verso la Cattedrale di Narni. A ricevere le chiavi della città sarà questa volta mons. Francesco Paolo Soprano, delegato per la missione mariana del Rosario.

Sabato 17 gennaio, dopo la santa Messa celebrata presso la Cattedrale di Narni, l’èquipe missionaria farà ritorno a Terni, dove sosterà presso l’ospedale Santa Maria dove alle ore 12 ci sarà la santa messa in cappella. Durante la giornata si susseguiranno diversi momenti di preghiera fino a tarda sera prima nel convento delle Carmelitane scalze  e dalle 16 nella Cattedrale di Terni.

Infine, il 18 gennaio, ultimo giorno di missione, i momenti di preghiera saranno dedicati principalmente al venerabile Giunio Tinarelli. Alle 9.30, presso il Museo Diocesano ci sarà, infatti, una commemorazione in suo onore, le recita del santo Rosario di Pompei, la supplica e la santa messa. Concluderà giornata la solenne celebrazione in ricordo di Giunio Tinarelli alle 17 presieduta da mons. Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia. Alle 18.00, l’Icona partirà per il rientro in Basilica, a Pompei.

Giunio Tinarelli

nasce a Terni il 27 maggio del 1912. Precocemente inserito nel mondo del lavoro a causa delle non brillanti condizioni economiche della famiglia, Giunio a 12 anni inizia a lavorare presso una tipografia. Più tardi fu assunto negli stabilimenti delle Acciaierie di Terni. Nel 1937 fu costretto ad abbandonare il lavoro. Erano i prodromi di quella terribile malattia che inchioderà Giunio per 18 anni nel letto: la poliartrite anchilosante e deformante. La malattia ha un andamento progressivo e, nel 1940, anche le braccia perdono la loro funzione costringendo Giunio all’immobilità assoluta. La vicinanza di mons. Giuseppe Lombardi, fondatore dell’Oratorio di San Gabriele di cui Giunio fu socio attivissimo e animatore, riuscì a lenire l’enorme sofferenza. Con l’aiuto di Dio e con il fermo proposito di valorizzare al massimo questa sua dolorosa condizione esistenziale, Giunio Tinarelli inizia la sua attività di “apostolo dei malati”.

Nel 1948 ridà vita alla Sottosezione UNITALSI di Terni e organizza un pellegrinaggio a Loreto, quindi a Lourdes. Nonostante la terribile malattia, Giunio si impegna fortemente nella vita cristiana e diventa un punto di riferimento per la città, proprio per la sua capacità di consolare gli altri e sostenere le sofferenze del prossimo con la parola, il sorriso, la fede. Nel marzo 1953 viene nominato responsabile per il settore maschile dei Silenziosi Operai della Croce e nel settembre dello stesso anno, per la prima volta chiede, per “obbedienza”, la grazia della guarigione nella nascente casa per gli Esercizi Spirituali dei SOdC “Cuore Immacolato di Maria” di Re, vicino a Verbania.

Ma le condizioni fisiche, pian piano iniziano a scadere sempre di più, costringendo Giunio a ridurre drasticamente il suo impegno apostolico con i sofferenti. Il 14 gennaio 1956, Giunio muore a 44 anni, dopo 18 anni di immobilità e di sofferenze inaudite che, tuttavia, non hanno impedito alle opere di Dio di compiersi in terra.

 

Madonna del Rosario di Pompei

La devozione alla Vergine del Rosario risale al secolo XIII, quando venne fondato l’ordine dei domenicani. Furono infatti i discepoli di san Domenico a diffondere la pratica del Rosario. Vi fanno riferimento le raffigurazioni che mostrano la Vergine che dona il Rosario a san Domenico e a santa Caterina. Nuovo impulso ebbe la pia pratica nella seconda metà del Cinquecento, quando il papa Pio V proprio all’intercessione della Vergine del Rosario attribuì la vittoria della flotta cristiana contro i Turchi a Lepanto. Un terzo e definitivo slancio venne nella seconda metà dell’Ottocento quando il beato Bartolo Longo decise di edificare nella valle di Pompei una Chiesa in onore della Madonna del Rosario. La finalità religiosa dell’iniziativa si inseriva nel più ampio intento di offrire un riscatto civile e morale a popolazioni abbandonate da secoli nella loro miseria. Per questo il santuario venne completato da una vera e propria “città della carità”, fatta di asili, orfanotrofi, ospizi per i figli dei carcerati. Bartolo Longo voleva elevare culturalmente e spiritualmente i contadini della valle di Pompei. Nello stesso tempo, come dice la supplica che ogni anno viene recitata in questo giorno a Pompei, la sua opera si apriva alla dimensione universale, perché tutti i cristiani, tutti gli uomini hanno bisogno della misericordia di Dio invocata attraverso Maria, madre di misericordia.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*