La “Sinistra Plurale” a sostegno di Catiuscia Marini

Catiuscia Marini, dimissioni Barberini : "Non mi piego ai ricatti politici"

Il sistema politico, sia a destra che a sinistra, è in piena evoluzione e anche l’Umbria non è immune a questa ristrutturazione.
A destra Claudio Ricci, partito con l’idea di dare rappresentanza alle liste civiche, è diventato il candidato di una coalizione marcatamente di destra, imbarcando anche la Lega Nord sua volta alleata con i movimenti di estrema destra. Dunque una coalizione che vede insieme le liste di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, il Nuovo Centro Destra, più qualche personaggio pescato qua e la per l’Umbria.

Il Movimento 5 Stelle per la prima volta si confronterà con le elezioni regionali, cercando di trarre vantaggio dalla straordinaria visibilità nazionale. Pur presentando candidati sconosciuti all’opinione pubblica e ai movimenti, riporterà, presumibilmente, un risultato tale da permettergli di eleggere anche due consiglieri regionali.

Risultato irraggiungibile, per le altre tre liste che tentano l’approdo in Consiglio regionale: i Radicali, l’Italia dei Diritti e L’Altra Umbria. Liste dallo scarso radicamento territoriale, che saranno costrette a contendere ai grillini tematiche ed elettorato, ma con una capacità di attrazione molto inferiore al M5S.

l’Altra Umbria, in particolare, soffre a causa del fatto che non tutti i soggetti che hanno dato vita all’esperienza “L’Altra Europa con Tsipras” vi aderiranno. Difficile il raggiungimento di quel 4% riscontrato, in Umbria, alle elezioni europee e, comunque, dato peraltro assai lontano dall’8% dei consensi necessari per entrare in Consiglio regionale. Già oggi si registrano difficoltà insormontabili, sia per la mancata individuazione del candidato presidente, sia per le probabili difficoltà di Rifondazione che sceglie di rompere l’alleanza col centrosinistra umbro, chiamandosi fuori dopo che per 25 anni ha condiviso responsabilità, anche di alto livello, nella giunta regionale.

D’altra parte, i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa per il rinnovo dei consigli comunali e dei sindaci, fanno intendere come il ciclo politico di Rifondazione sia giunto al capolinea considerato che, per la prima volta nella storia, non ha eletto nessun consigliere a Perugia, Terni, Spoleto e in quasi tutte le altre città dell’Umbria.

Il centrosinistra, invece, conferma la candidatura di Catiuscia Marini, presidente uscente che, nonostante la terribile crisi economica, ha ben governato, mantenendo la pubblicità dei servizi a partire dalla sanità e varando alcune importanti riforme di semplificazione e razionalizzazione istituzionale. Inoltre non sono secondari gli sforzi fatti per la ricerca di soluzioni originali che aggirassero i tagli del governo insieme all’impegno per trovare soluzioni positive alle crisi aziendali per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Da quanto si capisce la coalizione sarà composta, oltre che da una lista del PD, da quella del PSI, da una probabile ma non certa lista civica della Presidente e da una lista della “Sinistra Umbra”, ispirata e perorata da La Sinistra per l’Umbria, nata da un coordinamento di più associazioni e liste locali, quali Sinistra per Terni e La Sinistra per Perugia. Molto probabili le convergenze delle forze politiche che non aderiranno alla lista de L’Altra Umbria e delle liste civiche locali, di sinistra e d’ispirazione progressista e solidaristica.

La lista della “Sinistra Umbra” può essere la vera novità attesa dai lavoratori e dai cittadini che il prossimo 31 maggio si recheranno alle urne: una lista che non vuole essere una entità di combattenti e reduci nostalgici di un passato ormai superato, ma che si proietta nel futuro di una nuova sinistra plurale, saldamente ancorata ai valori classici della sinistra, quali l’uguaglianza, il lavoro, i beni comuni, la partecipazione, il protagonismo dei territori e delle città, la difesa dell’identità regionale.

Questa sinistra plurale umbra dovrà essere in grado di definire un programma essenziale, che ponga la questione del lavoro e la salvaguardia dell’assetto produttivo regionale, quali priorità del proprio progetto politico, insieme alla lotta alla precarietà e per i diritti sociali. Un progetto politico che si pone l’obiettivo del governo dell’Umbria che sia innovativo e di rinnovamento, capace di avanzare proposte alternative alla vulgata liberista e alle politiche di austerità imposte dall’Europa della banche.

In sostanza c’è la necessità di fare come il nuovo governo della Grecia, guidato da Tsipras, che tratta con l’Europa su proposte concrete per la salvaguardare gli interessi del popolo greco. Questo dovrebbe fare la nuova giunta regionale dell’Umbria con il governo Renzi: prima gli interessi degli umbri e dell’Umbria, a cominciare dalla rottura dei processi neo-centralisti oggi in atto.

Superfluo sottolineare come la proposta di Maurizio Landini, di costruire una “coalizione sociale” di tutti i soggetti che in questi anni hanno subito la crisi e la riduzione dei diritti, sia di grande aiuto al progetto che si sta costruendo in Umbria.
La proposta dovrebbe vedere impegnate tutte le sinistre dell’Umbria, indipendentemente dalla loro collocazione negli schieramenti che si presenteranno alle prossime elezioni regionali, per dare una prospettiva concreta di uscita dalla crisi ai lavoratori, alle partite IVA, ai precari, ai giovani, agli operai e ai lavoratori autonomi, agli insegnanti, agli artigiani, ai commercianti, ai piccoli imprenditori, ai creativi delle Start Up, agli ambientalisti ecc.

Lotta al liberismo e lotta all’austerità debbono diventare le parole d’ordine che uniscono e questo anche a dispetto del giudizio sul governo dell’Umbria di questi ultimi anni che, invece, sta dividendo il fronte delle sinistre umbre, mettendo a repentaglio la possibilità di incidere sui processi reali e sulle politiche regionali nel prossimo futuro.

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