LA CORTE HA DECISO: "COLPEVOLI"

<p>Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati condannati per l'omicidio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. Ad Amanda sono stati inflitti 26 anni di reclusione, a Raffaele 25 anni. I due imputati hanno evitato l'ergastolo, che era stato chiesto dai pubblici ministeri, perché la corte ha ritenuto di escludere le aggravanti contestate e di concedere le attenuanti generiche. I reati, inoltre, sono stati dichiarati unificati dal vincolo della continuazione e quello di violenza sessuale assorbito nel reato di omicidio volontario. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, inoltre, sono stati condannati al pagamento delle spese processuale, interdetti per sempre dai pubblici uffici; dovranno, inoltre, risarcire i famigliari di Meredith. Oltre che dell'omicidio di Meredith Kercher, Amanda Knox è stata condannata anche per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, il giovane finito in carcere nella prima fase delle indagini proprio in base alle dichiarazioni della ragazza. Lumumba è stato poi dichiarato estraneo alla vicenda e - hanno stabilito i giudici - dovrà ora essere risarcito da Amanda. Proprio la dichiarazione di colpevolezza di Amanda per il reato di calunnia, non contestato a Sollecito, ha determinato la maggior pena (di un anno) per la ragazza rispetto al coimputato. «Combatteremo fino all'ultimo, non è finita qui».</p>
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<p>Lo ha detto, tra le lacrime, Cassandra, la matrigna di Amanda Knox subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato la giovane americana a 26 anni di carcere. «Non è possibile - ha aggiunto - Amanda è innocente e noi non la lasceremo sola». Subito dopo la lettura della sentenza, la sorella di Amanda, Deanna, è scoppiata in lacrime e quando si è calmata è andata ad abbracciare la compagna del padre di Raffaele Sollecito, sconvolta anche lei. «Non hanno fatto il loro dovere, non lo hanno fatto fino in fondo. Dovevano assolverlo, Raffaele è innocente». Così tra le lacrime la compagna del padre del giovane barese condannato per l'omicidio di Meredith Kercher, Mara. La donna, quando Raffaele è stato portato via dall'aula ha urlato «forza Raffaele» prima di scoppiare in un pianto a dirotto. Visibilmente contrariati anche gli avvocati delle due difese, con Luciano Ghirga, che ha difeso Amanda, abbracciato alla giovane di Seattle prima che gli agenti della polizia penitenziaria la portasse via. «Le nostre richieste sono state accolte, la Corte in sostanza ha condiviso l'impianto accusatorio». Così il pubblico ministero Giuliano Mignini ha commentato la sentenza con cui la Corte d'Assise di Perugia ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. «È una sentenza - ha aggiunto - che sicuramente le difese appelleranno. I giudici hanno ritenuto di concedere le attenuanti generiche ma comunque le nostre tesi sono state accolte». «Leggeremo i motivi della sentenza - ha concluso -. Comunque noi a questo punto usciamo di scena».</p>
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