L' ORVIETO FOOD FESTIVAL DA I "NUMERI": 3000 I VISITATORI PER IL SITO WEB

<p><a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com"><img style="border: 1px solid black; float: right;" src="http://www.umbriajournal.com/MediaCenter/API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=ACE3868D-A82C-49D3-92BD-8A0A0850824D" border="0" /></a>(UJ.com) ORVIETO - Orvieto Food Festival, nonostante il maltempo di questi giorni, ha centrato il segno. La struttura dell’evento, con oltre 40 appuntamenti scanditi da giovedì a ieri, è risultata vincente. Negli undici ristoranti che hanno ospitato i convivia, dei confronti a tavola tra <b>produttori </b>e testimonial del nostro tempo, i coperti registrati sono stati oltre mille. Nei sei locali dove sono stati proposti gli aperitivi a “KM 0” oltre seicento visitatori hanno apprezzato la logica e la qualità della filiera corta. Gli ospiti degli incontri che hanno visto alternarsi sui palcoscenici della manifestazione, da Stefano Rodotà a Eugenio Scalfari, da Heinz Beck a Vauro, da Marco Baldini a Filippo Rossi, da Monsignor Scanavino ad Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, hanno fatto il pieno.</p>
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<p>Nei sei appuntamenti di NotturnOFF, performances di arte, poesia e creatività nei luoghi della meditazione e del gusto, circa cinquecento spettatori hanno assistito, tra venerdì e sabato, agli spettacoli. Oltre ventiquattro i giornalisti che hanno partecipato all’evento, con più di una presenza <b>straniera</b>. Negli alberghi della Rupe, l’incremento rispetto allo scorso anno è stato di circa il 30%. Sono stati confezionati dei pacchetti turistici per la manifestazione che sono stati affiancati dalle proposte di turismo enogastronomico della Strada dei Vini Etrusco-Romana. “Numeri che ritengo ci abbiano fatto guadagnare “sul campo” – commenta il commissario dell’Agenzia di promozione <b>turistica </b>dell’Umbria Stefano Cimicchi - un’investitura per il turismo lento, che unisce cultura, cibo e arte di un territorio ricco come il nostro.</p>
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<p>E’ importante ora che i privati, attraverso le Associazioni alberghiere e dei Ristoratori, sappiano lavorare insieme alle Amministrazioni su questa prospettiva”. Nel complesso sono state ben oltre 5.000 le <b>presenze </b>di visitatori registrate durante la quattro giorni, con una prevalenza quasi assoluta di turismo proveniente dall’Italia. “Orvieto Food Festival – continua Cimicchi - ha celebrato il territorio in un momento ritenuto di bassa stagione che invece offre il meglio delle atmosfere e delle eccellenze alimentari dell’Umbria. E soprattutto passando attraverso la cultura e la solidarietà internazionale”.</p>
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<p>Fondamentale come non mai l’utilizzo del web per l’interazione con il pubblico, con oltre trentamila visitatori per il sito, che ha riservato gli appuntamenti, scelto i soggiorni ed effettuato le prenotazioni nei ristoranti. “Siamo appena all’inizio e c’è ancora molto da fare ma per la prima volta siamo riusciti – <b>conclude </b>il commissario dell’APT – con la decisa collaborazione della città, ad inserire nel medesimo spartito il mondo dei produttori, dei ristoratori, degli albergatori, del volontariato ed anche in modo significativo della cultura. In definitiva tutta l’Umbria, dentro OFF”.</p>

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