Iniziative felciniane per finanziare il restauro del Teatrino delle suore

Due step di un unico percorso, entrambi riconducibili allo scopo di raccogliere fondi per la ristrutturazione e l’ampliamento del Teatrino delle suore, che diverrà un centro polifunzionale a disposizione dei giovani delle comunità di Ponte Felcino e Villa Pitignano.

Allo spettacolo del Trio perugino del Dónca e al momento conviviale di venerdì hanno partecipato – e portato il saluto – il sindaco di Perugia Andrea Romizi, l’assessore Edi Cicchi, il parroco don Alberto Veschini, il vescovo ausiliare monsignor Paolo Giulietti.

La serata è stata condotta da Sandro Allegrini, coordinatore dell’Accademia del Dónca.
A spiegare il progetto e le modalità di finanziamento, l’architetto Gino Puletti, progettista, e Fabrizio Manis, presidente ART.
Attivissimi, sul piano organizzativo, Virgilio Puletti, Stefano e Pier Paolo Vicarelli (celebrato anche come poeta locale), insieme a tanti altri volontari, donne e uomini della comunità che si sono prestati a svolgere i vari servizi.

Cibi e bevande fornite da aziende locali che condividono le finalità sociali di una collettività orientata verso gli stessi obiettivi.
Domenica, spettacolo teatrale in dialetto (“La fu Berta Grey” di Franco Bicini) con la compagnia “Nduèlle”, per la regia di Leandro Corbucci.

Scheda storica sul teatrino
Il teatrino nasce nel 1937, per volontà delle nobildonna perugina Caterina Sereni Bonucci che ne affida la progettazione all’ingegner Carlo Cucchia, autore anche della Cappella del Policlinico, affrescata da Gerardo Dottori.

A seguito dei bombardamenti del 1944, con la distruzione della chiesa, nel teatrino si svolgono le funzioni parrocchiali.
Nel 1974, per effetto della legislazione in materia di sicurezza, la struttura viene considerata inagibile.

Nel 1995 nasce l’Associazione per la rinascita del teatrino (ART), con oltre 100 soci di Ponte Felcino e di Villa Pitignano.
Nel 2014 la Cei (su progetto di Gino Puletti, Simone Fucelli e Luigi Tomassini) finanzia la metà dei costi per il recupero conservativo e l’ampliamento del teatrino.

Il resto delle somme necessarie è da reperire attraverso donazioni, attività varie, iniziative della comunità locale e della Proloco (Festa “La Felciniana”).

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