INGERENZA DELLA CLINTON, IL "NO" DI CASSESE

<p>No, assolutamente no". Antonio Cassese, presidente del Tribunale speciale per le Nazioni Unite per il Libano ritiene che non sia ipotizzabile alcuna forma di intervento diplomatico da parte degli Stati Uniti a seguito della sentenza al processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Cassese e' stato intervistato dal Giornale Radio Rai in merito all'intervento del segretario di Stato statunitense Hillary Clinton sul caso dopo le richieste arrivate dalla senatrice Maria Cantwell, che ha parlato di sentenza viziata da "un'evidente mancanza di prove".</p>
<p>"Di fatto la senatrice democratica Cantwell che ha sollevato queste obiezioni - spiega Cassese - sara' ascoltata dal segretario di Stato, ma presumo che Hillary Clinton non fara' nulla, si rendera' conto che le osservazione della Cantwell non sono fondate", perche' "il sistema italiano e' diverso da quello americano". Quanto a ripercussioni diplomatiche, Cassese le esclude. "Ci potra' essere un'espressione di interesse per le vicende di una cittadina statunitense e questa e' una cosa normale. Ma non ci potra' essere un intervento, perche' l'Italia ha condotto un processo equo, secondo tutti i criteri dettati dal nostro codice di procedura penale. Ma soprattutto in Italia abbiamo altri due gradi di giurisdizione. Tra l'altro - conclude - non c'e' alcun elemento di antiamericanismo, tanto e' vero che e' stato condannato anche un cittadino italiano".</p>

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