INCENDI: CALANO IN UMBRIA, NEL 2010 BRUCIATI 88 ETTARI BOSCHI

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) UMBRIA - Calano gli incendi in Umbria con valori inferiori nel 2010 (40 incendi per un totale di superfici boscate bruciate di circa 88 ha) di un terzo di quelli medi dell'ultimo quinquennio (135 incendi e 272 ha percorsi dal fuoco). Inoltre, se si esclude l'incendio di Valtopina della fine di agosto, in cui sono bruciati 52 ettari di bosco, nel 90% dei casii la superficie boscata percorsa dal fuoco e' stata inferiore a 5 ettari. Le attivita' realizzate e i risultati conseguiti in <b>Umbria</b> con la campagna antincendi boschivi 2010, sono stati illustrati stamani in Prefettura a Perugia, alla presenza del Prefetto Enrico Laudanna, dell'assessore della Regione Umbria Fernanda Cecchini, del Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato, Aleandro Falchi e del direttore regionale del Dipartimento dei vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della difesa civile, Gioacchino Giomi. Circa la meta' degli incendi risulta di natura dolosa, dato in linea con quello del triennio precedente, pari al 46%, e che risulta comunque inferiore a quello medio nazionale che e' intorno al 65%.</p>
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<p>La superficie incendiata per dolo supera l'ottanta per cento di quella boscata totale andata in fumo nell'anno. Gli incendi colposi, invece, pur interessando una superficie boscata inferiore al 10% del totale, rappresentano il 37.5% del totale. Per la meta' derivano dall'accensione di fuochi per l'eliminazione di residui vegetali. In Umbria la legge di settore e il relativo Piano regionale anti incendi prevedono una struttura in cui si trovano a cooperare insieme istituzioni dello Stato, della Regione, degli Enti locali e le <b>Associazioni </b>di volontariato.<br /> Complessivamente e' possibile stimare un impiego, piu' o meno diretto, di circa 2mila persone, di cui la meta' appartenenti alle diverse organizzazioni di volontariato che intervengono principalmente sulle attivita' di prevenzione mediante pattugliamento e avvistamento, agendo sulla base di apposti piani operativi redatti dalle singole comunita' montane.</p>

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