Giustizia: Fp-Cgil, dal 14 settembre rischio caos nei Tribunali dell’Umbria

tribunale_202(umbriajournal.com) UMBRIA – La riforma della geografia giudiziaria che prevede per l’Umbria la soppressione del Tribunale di Orvieto e delle cinque sedi distaccate del Tribunale di Perugia (Città di Castello, Assisi, Foligno, Gubbio) rischia di gettare la Giustizia nel caos organizzativo dal prossimo 14 settembre.
La Riforma si basa su parametri obsoleti e astratti e non tiene conto di importanti questioni legate alla specificità territoriale.
A nostro parere i tagli tradotti in una riorganizzazione della mappa della giustizia umbra rischiano di produrre inevitabilmente un sovraccarico delle altre sedi, creando ripercussioni pesanti sui lavoratori.
Esprimiamo forte preoccupazione dopo l’incontro tenutosi il 9 settembre con il ministro Anna Maria Cancellieri, che si è dimostrato indisponibile a mettere mano ad una riforma che così com’è non può funzionare e questo anche per l’incapacità e la chiusura a qualsiasi confronto da parte dell’amministrazione.
Come diciamo da tempo questa riforma non risolverebbe nessuno dei ritardi strutturali del sistema.
Abbiamo chiesto con forza un rinvio funzionale e meramente tecnico del riordino proposto dal Governo, ritenuto indispensabile per risolvere i problemi organizzativi. Ma soprattutto abbiamo chiesto di iniziare insieme una seria riorganizzazione all’amministrazione giudiziaria, segnalando l’attuale inesistenza di un sistema di corrette relazioni sindacali con i vertici amministrativi del Ministero, che non siamo più disposti a tollerare.
Per fare una riforma vera non basta chiudere o riaprire temporaneamente tribunali, non bastano deroghe o provvedimenti improvvisati come quelli che bloccano addirittura la mobilità volontaria distrettuale. Serve un disegno organico che tenga insieme modernizzazione del sistema e valorizzazione delle professionalità del personale giudiziario, già fortemente penalizzato dall’esercizio delle proprie funzioni in condizioni disagiate ed in assenza della corresponsione degli emolumenti dovuti (FUA, buoni pasto, straordinari).
Al tavolo del ministro abbiamo portato proposte concrete, un piano di riorganizzazione degli uffici che metta al centro il servizio, aggredisca i nodi veri del problema e che punti sul processo telematico, sulla digitalizzazione, sui programmi di controllo di gestione. E poi che scommetta sulle professionalità interne e su un piano di reclutamento adeguato anche attraverso la copertura delle carenze di organico.
Su questi punti nessuna risposta dal Ministro. Per questi motivi che la FP CGIL ha annunciato iniziative di protesta già dai prossimi giorni.

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