GIORNATA EUROPEA DEL FANCIULLO - L’UMANITA’ HA IL DOVERE DI DARE AI BAMBINI IL MEGLIO DI SE' STESSA

<p>(UJ.com) PERUGIA - Quello del 20 novembre è un giorno speciale per i bambini, o almeno dovrebbe esserlo. Da un pò di tempo, infatti, la data del 20 novembre è stata dichiarata “Giornata europea per la protezione dei diritti dei minori”. Quest’anno poi, coincide con il cinquantenario della Dichiarazione dei diritti del fanciullo , approvata dall’ONU il 20 novembre 1959, dove nel preambolo si legge : “L’ umanita’ ha il dovere di dare ai bambini il meglio di se stessa”. Questa frase dovrebbe provocare una profonda riflessione in ciascuno di noi. Il cammino di ogni bambino sarà individuale, diverso e lungo, ma il comune punto di arrivo ci induce a confrontarci con un’unica enorme responsabilità che il mondo degli adulti ha nei confronti dei bambini.</p>
<p>Dal momento del concepimento fino a quando diventa maggiorenne, ogni essere umano segue un percorso di crescita, che lo dovrebbe portare ad essere un adulto libero, pienamente realizzato nel suo progetto di vita. Ma per essere un adulto libero è necessario essere stato un bambino tutelato. Cinquant’anni fa, una volta affermati i diritti e le libertà dell’uomo con la solenne Dichiarazione universale del 1948, è stato fisiologico accorgersi del fatto che il “fanciullo ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali, compresa una protezione giuridica”.</p>
<p>Sono stati perciò scritti principi importanti ed elencati numerosi diritti: dal diritto alla vita e al nome al diritto alla famiglia, alle cure all’educazione, all’istruzione; dal diritto al gioco al diritto al cibo, per i quali sorprende notare la necessità di metterli per iscritto, ma appare sconvolgente vedere quanto nella realtà siano trascurati. Persino il gioco, per il quale spesso non si ha il tempo, dimenticando che è uno strumento fondamentale per la sua crescita. Sono questi principi naturali, affermazioni fisiologiche, e quasi scontate che però, nonostante la solennità della proclamazione sono ancora “parole al vento”. Esattamente 30 anni dopo, nel 1989, ancora il 20 novembre, è stata approvata la Convenzione internazionale sui diritti dei minori che finalmente considera il bambino come titolare di diritti propri. Il bambino da semplice oggetto di protezione nei rapporti giuridici familiari diventa soggetto di diritti, impone l’obbligo sia allo Stato sia ai cittadini di non considerare più i genitori come titolari di “diritti di famiglia” sul bambino.</p>
<p>I genitori, la famiglia, ma anche lo Stato e la Comunità intera, sono responsabili per la tutela dei diritti sanciti dalla Convenzione, diritti che devono essere garantiti attraverso un sistema di protezione e di controllo. Con la celebrazione di cotanto anniversario – non rimane che scegliere tra il cinquantenario e il ventennale – salta agli occhi quanto la strada della protezione dei diritti sia irta di ostacoli. Guardiamoci intorno, lontano vediamo i bambini soldato e le bambine ignoranti, ma vicino a noi, scopriamo i bambini trafficati, accattoni; sfruttati; abusati e addirittura i bambini malnutriti. Gli ostacoli alla protezione universale dei diritti del fanciullo hanno talvolta come minimo comune denominatore la povertà. E’ questa che alimenta i conflitti armati per i quali i fanciulli vengono arruolati o diventano rifugiati, che li strumentalizza o rende vittime di uno sterminato traffico di droga, prostituzione e sfruttamento lavorativo/pornografico.</p>
<p>La povertà nega loro il diritto alla sopravvivenza. Il vertice FAO appena conclusosi a Roma rende noto che 15 mila bambini al giorno muoiono di fame. La malnutrizione però è anche causa di danni irreversibili per il bambino, quali la cecità, il rachitismo o la riduzione di capacità di apprendimento. Ed ancora, il denaro sta alla base del diritto alla istruzione, che riguarda anche i minori stranieri: la scuola che non c’è, anche per assenza di risorse. Dall’altra parte, vediamo la violenza, priva di giustificazione. Uno studio dell’ONU dimostra come i luoghi abituali per i bambini (casa e famiglia, scuola, comunità e strada) siano quelli in cui si manifestano i peggiori episodi di violenza. Oggi è una giornata europea, dato che il tema della negazione dei diritti dei bambini è al centro delle scelte del Consiglio d’Europa che ha lanciato una campagna dal titolo “Costruire un’Europa con e per i bambini” basata sulle c.d. “4 P” : Protezione, Prevenzione,</p>
<p>Persecuzione penale, Partecipazione. A questa si aggiunge la campagna diretta ad abolire le punizioni corporali, i castighi le violenze, esattamente come ha fatto la Francia in questi giorni emanando una legge in questo senso. Davvero ci vuole una legge per impedire di picchiare i bambini? Crescere nell’amore, nella stima e nel rispetto per ciascun di noi e, a maggior ragione, per un bambino, vuole dire avere la CERTEZZA che ci sarà chi può offrire un nido pronto a lenire le ansie, le paure, sciogliere i dubbi e esaltare le fantasie e le gioie, Per un bambino è di primaria importanza poter contare su un affetto senza il quale non può vivere né fisicamente né psicologicamente. In questa giornata europea ascoltiamo il bambino che c’è in noi e ricordiamoci che l’ UMANITA’ siamo noi, tutti noi.</p>
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