Geotermia, M5S, rivedere regole permessi

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Andrea LIBERATI e M5S

“Rivedere il regolamento sul rilascio dei permessi di ricerca in materia di risorse geotermiche e valutare la concreta applicabilità dell’attuale legge regionale sulla geotermia”.

Sono queste le richieste che i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, affidano ad una interrogazione (urgente e con risposta in Commissione) rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini. Liberati e Carbonari fanno riferimento “alla richiesta della Ltw & Lkw Geotermia Italia spa relativamente a progetti geotermici per l’impianto pilota denominato ‘Castel Giorgio’, nei Comuni di Castel Giorgio e Orvieto. E ai permessi di ricerca di risorse geotermiche denominati ‘Montalfina’ e ‘Monterubiaglio’, presentati dalla Toscogeo srl, ricadenti all’interno dei Comuni di Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto”.

Per i consiglieri M5S “l’elevato numero di istanze geotermiche depositate presso le Regioni Umbria e Lazio nell’area dei Monti Vulsini, sia per lo sfruttamento diretto per fini elettrici che attraverso istanze propedeutiche di ricerca finalizzata allo stesso scopo, a causa delle irresponsabili incentivazioni statali, rende non più rinviabile un intervento, anche a fronte della netta contrarietà delle Amministrazioni locali.

Esistono infatti preoccupazioni sul fronte della sicurezza, relativamente alla sismicità indotta; la necessità di proteggere le copiose riserve di acqua potabile dell’altopiano dell’Alfina e la salubrità del Lago di Bolsena, importante polo turistico anche per l’economia del territorio umbro confinante”.

Per i consiglieri regionali “la fragilità sismotettonica dell’intera area, manifestata anche in altre simili occasioni del passato (Alfina e Latera in particolare), sconsiglia ulteriormente tali interventi sia sul fronte diretto della produzione elettrica che degli stessi progetti di ricerca in materia di risorse geotermiche direttamente finalizzati allo sfruttamento elettrico.

Per questi motivi il territorio umbro dell’Alfina si dovrebbe qualificare come ‘area non idonea’ in occasione della presentazione delle osservazioni di legge nella procedura di Via e nell’iter regionale di approvazione dei permessi di ricerca e coltivazione”.

Secondo gli esponenti pentastellati “non sono condivisibili le valutazioni teoriche preliminari per l’area del campo geotermico di Torre Alfina contenute nello ‘Studio delle potenzialità geotermiche del territorio regionale umbro’. Sarebbero invece più interessanti, nello stesso studio, gli approfondimenti relativi alle potenzialità delle sorgenti termali umbre e lo sfruttamento del calore associato alle stesse, ben inseribili nel contesto del paesaggio e del turismo del Cuore verde d’Italia”.

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