Esenzione E45 per residenti umbri, occorre una corretta analisi della questione

I capigruppo di CReA Perugia e Perugia Rinasce, Angela Leonardi e Franco Ivan Nucciarelli hanno manifestato pubblicamente, in una conferenza stampa le proprie perplessità in merito ad un’eventuale esenzione dal pedaggio sulla E45 per i residenti umbri.
La promessa della Presidente della Regione Catiuscia Marini (apparsa su stampa il 9 febbraio 2015), di esentare i residenti umbri dal pagamento del pedaggio autostradale, mal si concilia con la normativa interna e con i basilari principi di Diritto Europeo; si intende pertanto riflettere sulla questione, portando l’opinione pubblica ad una corretta analisi della questione.

L’intervento del Consigliere Nucciarelli: La superstrada, ufficialmente denominata E45, fa sistema senza soluzione di continuità, con un’importante via di comunicazione europea, lunga poco meno di 5.000 km, il cui punto più basso è Gela, all’estremo Sud della Sicilia notoriamente, e il punto più alto una città finlandese, poco oltre il confine con la Svezia: interessa pertanto sei stati europei. A salire Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Finlandia: alla gran diversità del paesaggio attraversato si accompagna un’analoga varietà tipologica. La grande arteria transeuropea è fatta da autostrade, superstrade e traghetti marini, questi ultimi fra Calabria e Sicilia e poi fra Danimarca e Svezia. Il potenziamento del segmento dell’Italia Centrale nacque in epoca fascista in gran parte dalla volontà di creare un asse privilegiato fra Roma e Berlino, a motivo dell’alleanza fra i due paesi.
In Umbria è la massima via di scorrimento ed interessa un traffico regionale e interregionale. Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni la ridotta manutenzione ordinaria e straordinaria e, peggio ancora, interventi sconsiderati, addirittura motivo di procedimenti legali, hanno prodotto un vistoso degrado e una grave riduzione delle condizioni di sicurezza, tanto che una completa ristrutturazione è indilazionabile.
Senza che possano essere addotte prove e restando pertanto sul piano delle pure ipotesi, si potrebbe pensare che la scarsa o nulla manutenzione obbedisca a un disegno voluto: ridurre la E45 in condizioni tali che la sua trasformazione in autostrada venga avvertita come una necessità. In realtà la trasformazione della E45 in autostrada non è la sola risposta ai problemi di viabilità e sicurezza della massima arteria umbra e non è detto che sia la migliore. La soluzione più logica, economica e compatibile con ambiente e paesaggio è evidentemente la ristrutturazione e la messa in sicurezza dell’attuale superstrada.
I sostenitori della trasformazione in autostrada, decisamente in minoranza, stando alle risultanze del Consiglio Grande, indetto dal Comune di Perugia espressamente sul tema, in cui sono stati espressi solo pareri contrari, chiamano in causa la necessità di far uscire l’Umbria dall’isolamento e sottolineano che la nuova autostrada non apporterà nessun danno al paesaggio, in quanto ripercorrerà il tracciato della vecchia superstrada. L’affermazione è, a dir poco, contestabile: le pendenze e i raggi di curvatura delle autostrade obbediscono a esigenze tecnologiche proprie e non è possibile quindi ripercorrere fedelmente il vecchio tracciato. Le attuali numerose uscite, poste per concrete esigenze funzionali in corrispondenza dei centri abitati, verrebbero sostituite da caselli autostradali, dislocati necessariamente con minore frequenza. Il pedaggio, dal quale è impensabile che i fruitori vengano esentati, probabilmente spingerebbe molti utenti a scegliere il tracciato viario minore, che attraversa agglomerati urbani di vari ampiezza, congestionando il traffico d’una rete stradale non predisposta e difficilmente modificabile per lo stretto raccordo con le abitazioni.

Negli ultimi tempi la discussione si sta concentrando sulla E45 e sui costi e in generale sull’impatto che la sua trasformazione in autostrada potrebbe apportare alla Regione e ai singoli comuni interessati. Innanzi tutto è triste notare che di questi aspetti si decida di parlare solo e soltanto a ridosso di una campagna elettorale, cosa che dà la cifra di come la sinistra in questa regione concepisca il modo di coinvolgere i cittadini: come sudditi, da imbonire per ottenere voti promettendo vantaggi puramente ipotetici. La cosa non suscita in me nessuna sorpresa: è sempre stato così e non vedo perché dovrebbe cambiare ora. La sinistra ha sempre fatto calare le decisioni dall’alto promettendo vantaggi, fingendo partecipazione e poi, quando i fatti hanno dato torto alle azioni, hanno cercato di spostare le colpe all’esterno, lamentando di non essere stati compresi. È stato così per il Minimetrò, per la SIPA, per Monteluce, per San Bevignate, e cito solo le opere più recenti, tralasciando situazioni di degrado estremo e irreversibile come la zona di Strozzacapponi. Il DNA della sinistra rappresenta i cittadini come dei minus habentes che non possono e non devono intervenire nella cosa pubblica, se non in cambio di voti o di altri appoggi.
Anche in questo caso, quindi, la presidente Marini tiene lo stesso comportamento e promette pur sapendo di non poter mantenere; tira fuori l’ennesimo coniglio binaco dal cilindro sperando in una manciata di voti in più che le risparmi la figuraccia, che ha dovuto subire (per fortuna di Perugia) l’ex sindaco Boccali.

Se poi la Società Autostrade ritirerà la disponibilità a compiere l’opera la sinistra potrà cantare vittoria per avere lasciato le cose nell’indegno stato in cui si trovano; se, invece, come probabile, le cose andranno avanti stralciando la richiesta di esenzione, il PD potrà comunque dire di aver fatto tutto il possibile ma quei “cattivoni” a Roma (peraltro del medesimo partito) non hanno ascoltato le loro giuste richieste. A pagare saranno comunque i cittadini, ma intanto le elezioni saranno passate e la Presidente e i suoi compagni in quest’aula potranno stappare dell’ottimo champagne millesimato, lasciando ai sudditi-cittadini l’aceto, decisamente non balsamico.

Qui si vuole puntare l’attenzione essenzialmente sul metodo e ci si limita a sottolineare che
– in Italia l’unico caso notevole di esenzione dal pedaggio è per un tratto della Società Autostrade Tirrenica, lungo 12 km. Se la presidente Marini o, in sua vece, i rappresentanti del PD sono in grado di spiegarci come la situazione possa essere confrontata con i 396 km della E45 saremmo loro immensamente grati.
– Esistono casi di esenzione totale dal pagamento. Posto che la Società e lo Stato fossero disponibili (il che è evidentemente escluso), la E45 si potrebbe gloriare di essere sullo stesso piano della A19, Palermo Catania, della A29 Palermo Mazara del Vallo e soprattutto della prestigiosa A3, la Salerno Reggio Calabria, esempio lampante di sicurezza e buona manutenzione … Mi perdonerete l’ironia, ma è francamente frustrante discutere, ripeto, di conigli bianchi tirati fuori dal cilindro e riuscire a prenderli sul serio.
– Nel concreto cosa intende fare Catiuscia Marini qualora non vengano accolte le richieste di esenzione per gli umbri? La vera domanda è questa e, ancora, nessuno ha azzardato una risposta.
Ribadisco, si sono scelte con cura solo ipotesi prive di fondamento, si evita di parlare degli argomenti reali come lo stato delle strade urbane e extraurbane, che versano in stato pietoso, indegno di una città europea, altro che E45, altro che Perugia città europea della cultura. La sicurezza, la viabilità, l’urbanistica sono state trattate, e continuano ad esserlo in comuni come quello di Corciano, in maniera a dir poco incomprensibile.
Da tutti gli elementi addotti, e dagli altri che emergeranno nel corso del dibattito, si deduce, al di là di ogni ragionevole dubbio, la necessità di un attento ripensamento di un’opera, che potrebbe produrre danni irreversibili soprattutto alla luce di un’ultima considerazione.
Se si riflette che il cantiere, che dovrebbe dare forma alla nuova autostrada, non può durare meno di una decina di anni e se si tiene conto del rapido ritmo con cui evolvono la società moderna e la sua tecnologia, il traffico su gomma probabilmente vedrà una progressiva riduzione a favore del traffico su rotaia e di altre forme innovative. L’autostrada potrebbe essere obsoleta fin dalla nascita.

[box type=”warning” align=”alignright” ]LETTERA ALLA PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA
Alla c.a. Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini
Palazzo Donini Corso Vannucci, 96
06121 Perugia Perugia,
5 Marzo 2015

Gentile Presidente,
i sottoscritti Angela Leonardi e Franco Ivan Nucciarelli, Consiglieri del Comune di Perugia (Gruppi CReA Perugia e Perugia Rinasce) Le scrivono la presente per manifestare alcune perplessità in merito ad un’eventuale esenzione del pedaggio sulla E45 per i residenti umbri. Vorremmo pertanto delucidazioni su alcune Sue affermazioni (riportate in data 9 febbraio dall’Agenzia Umbria Notizie, da Perugia Today e da alcune testate locali), relative alla suddetta esenzione, del seguente tenore: “Abbiamo più volte sostenuto, e intendo ribadirlo, che per noi è fondamentale che a coloro che vivono in Umbria e devono percorrere quest’arteria per spostamenti in ambito regionale, non debba essere imposto alcun pedaggio…”; appare altresì poco corretto “promettere” un’esenzione per i residenti umbri, quando quest’ultima si configura come una manifesta deroga al principio di non discriminazione sancita dal diritto europeo (art.18 e 96 par.2 TFUE) e in capo alla Regione non sussiste alcun potere normativo, né in ordine alla determinazione dei pedaggi, né tantomeno alla loro esenzione. Quest’ultima infatti, in primo luogo, accorderebbe un gran beneficio economico ad alcuni soggetti per il solo fatto di essere residenti in Umbria a scapito di altri non residenti e, in secondo luogo, altererebbe le regole della libera concorrenza tra operatori economici umbri e quelli non umbri, i quali sarebbero gravati di un maggiore onere nello svolgimento della loro attività. A sostegno delle nostre asserzioni Le alleghiamo due pareri espressi dalla Law Clinic “Salute, Ambiente e Territorio” Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Perugia, che negano le concrete possibilità di esonerare dal pedaggio o agevolare (riducendo la tariffa) i residenti umbri a scapito dei non residenti, sia alla luce del diritto europeo che del diritto interno. Con la convinzione che il ruolo di Presidente della Regione Umbria da Lei rivestito, debba essere improntato a correttezza, trasparenza e legalità, ci auguriamo che prenda seriamente in considerazione le nostre osservazioni e i pareri resi dalla Law Clinic “Salute, Ambiente e Territorio”: su questo tema in particolare, infatti, i cittadini umbri hanno diritto ad una corretta ed esaustiva informazione da parte del proprio Presidente. Nella speranza che le nostre indicazioni possano esserLe di indirizzo ad una più corretta analisi del caso, restiamo in attesa di un Suo tempestivo riscontro, viste l’importanza e la delicatezza della questione.
Distinti Saluti
i Consiglieri, Angela Leonardi Franco Ivan Nucciarelli (CReA Perugia) (Perugia Rinasce)[/box] [embeddoc url=”http://www.umbriajournal.com/wp-content/uploads/2015/03/parere-UNIPG-E45-agevolazioni.pdf” download=”all” viewer=”google”] [embeddoc url=”http://www.umbriajournal.com/wp-content/uploads/2015/03/parere-UNIPG-E45-esenzione.pdf” download=”all” viewer=”google”]

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*