ENERGIE RINNOVABILI: “FINALMENTE NEVI RICONOSCE LE NEFANDEZZE DEL GOVERNO BERLUSCONI” - SMACCHI

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA -“Il decreto che oggi è stato approvato dal Consiglio dei ministri ha cancellato il tetto degli 8 mila megawatt di fotovoltaico previsto nelle bozze. Il testo prevede che a giugno sarà varato un decreto, da parte del ministero dello Sviluppo economico di concerto con quello dell'Ambiente, per l'<b>adeguamento </b>delle tariffe incentivanti”. È quanto sottolinea, in una nota, Andrea Smacchi (Pd) che rimarca il suo apprezzamento per “l'onestà intellettuale del consigliere Raffaele Nevi (PdL) che ha trovato il coraggio di sconfessare, in questo caso, il Governo Berlusconi”. Ieri, infatti, il capogruppo regionale del PdL aveva <b>affidato </b>ad una nota la sua “grande preoccupazione per quanto riguarda l'Umbria e in particolare Terni, per il decreto di revisione degli incentivi statali sulle fonti rinnovabili”.</p>
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<p>Smacchi ricorda che “in Italia, allo scorso 31 dicembre, erano installati 2mila 900 megawatt; autorizzati da realizzare 1700 megawatt; la previsione al 2012 è di 7 mila megawatt e quella per il 2020 è di 8 mila megawatt, potenza insufficiente per <b>raggiungere </b>l'obiettivo obbligatorio del 17 per cento di energia prodotta da fonti verdi entro il 2020 fissato dall'Ue. In Umbria - aggiunge - gli impianti realizzati e in esercizio al 31 dicembre scorso hanno una potenza di 68,50 megawatt di cui circa 21 megawatt installati prima del 2009. In Germania, governata dalla Cancelliera Angela Merkel, dove l’illuminazione solare è un terzo di quella dell’<b>Italia</b>, sono arrivati a 18 mila megawatt installati e prevedono di raggiungere i 52 mila megawatt nel 2020”. Smacchi evidenzia che “il provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri prevede, inoltre, la produzione al massimo di 1 megawatt di energia fotovoltaica su terreni agricoli e l’utilizzazione di non più del 10 per cento del terreno coltivabile.</p>
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<p>Le aziende ternane, come Terni Energia e tutto l’indotto, che hanno fatto fortissimi investimenti e che rappresentano l’eccellenza in Italia, oltre a trovarsi a dover pagare dal 2014 la costosissima Imposta municipale unica( Imu) prevista dal federalismo municipale di Calderoli, si troverebbero, a causa della caduta di domanda <b>interna</b>, a dover competere nel mercato globale notevolmente svantaggiate”. Secondo l'esponente del Partito democratico, “il presidente del Consiglio Berlusconi ed il ministro Romani, grandi sostenitori del nucleare, potrebbero essere gli artefici delle difficoltà economiche di tutta la conca ternana. Il consigliere del PdL Nevi – commenta Smacchi - ha fatto bene a lanciare questo grido di allarme e a sconfessare le intenzioni del Governo, perché i suoi referenti politici nazionali, Berlusconi e Romani, da un lato si apprestano a smantellare gli incentivi per la green <b>economy</b>, dall’altro si spendono senza riserve per il nucleare di terza generazione che è già in notevole ritardo e che non si farà mai”. Smacchi si dice convinto che “Nevi, da profondo e convinto liberale, dirà fino in fondo la verità sulle scelte scellerate che il Governo Berlusconi potrebbe riversare sulle aziende ternane e su tutta la green economy italiana. Molti nel PdL e dintorni - conclude - iniziano a recepire dai territori un genuino malcontento e non è un caso che il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, per dignità e coerenza, ha deciso di dimettersi”.</p>

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