ECONOMIA: Mencaroni (Confcommercio): “Politica ed economia: al lavoro per superare la crisi”

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<p>(UJ.com) PERUGIA - “I primi indicatori che evidenziano una decelerazione della crisi economica devono solo stimolarci al fare. Il quadro congiunturale rimane fortemente critico; ci aspettiamo ancora qualche strascico negativo sull’occupazione in autunno. Proprio per questo, anziché abbassare la guardia, dobbiamo, già dal prossimo settembre, avviare una ampia attività di concertazione – assieme alle istituzioni, i sindacati dei lavoratori, le altre associazioni di impresa – per costruire insieme le condizioni per una ripresa stabile e duratura”.</p>
<p>E’ l’invito rivolto da Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio della provincia di Perugia, al mondo politico ed economico umbro alla vigilia della pausa estiva. “Gli effetti della crisi, sul terreno dell’economia reale – aggiunge Mencaroni – si stanno rivelando particolarmente insidiosi per quel sistema delle piccole e medie imprese, che costituiscono larghissima parte del nostro tessuto produttivo. La politica e l’economia, già da settembre, devono favorire una verifica complessiva della situazione sul territorio e lavorare subito a percorsi condivisi per lo sviluppo. Confcommercio è pronta al confronto e disponibile a fare la propria parte. La politica deve concentrare su questo fronte il meglio delle proprie capacità di sintesi e di progetto.</p>
<p>L’Ufficio Studi Confcommercio – conclude Mencaroni – ha assicurato che il picco massimo della crisi è stato raggiunto nel secondo trimestre di quest’anno. Certo, bisognerà ancora faticare, ma ci sono segnali che mostrano una discontinuità e sono, seppure in modo molto graduale, in costante miglioramento: l’ICC - il nostro indicatore dei consumi – che non scende, ormai, da quattro mesi; i mercati finanziari in ripresa da marzo; il dato della produzione industriale di giugno; nonché il “capitale fiduciario” delle famiglie che, come testimonia l’ultima indagine Censis-Confcommercio, costituisce un vero e proprio patrimonio da non disperdere. Dal quale dobbiamo partire e al quale dobbiamo rendere conto”.</p>
<p>L’indagine sul “Clima di fiducia ed aspettative delle famiglie italiane”, realizzata da Confcommercio in collaborazione con il Censis, rileva che aumentano le famiglie che guardano al futuro con ottimismo (il 56,8% contro il 52,4% di gennaio) anche se quasi un terzo rimane pessimista; il 43% del campione ha mantenuto lo stesso livello di consumi negli ultimi sei mesi, mentre per quasi il 44% le spese sono aumentate, soprattutto a causa degli aumenti relativi alle tariffe delle utenze domestiche. Rimane diffuso un comportamento prudente da parte delle famiglie che per fronteggiare la crisi ricorrono soprattutto ad un maggior risparmio (46,2%) o ad una riduzione dei consumi (25,8%). Nonostante il permanere di una situazione di difficoltà e di un diffuso senso di cautela, la percezione, dunque, è di un leggero e graduale miglioramento del clima di fiducia delle famiglie associato ad un incremento delle previsioni di spesa per i prossimi mesi rispetto al passato, che potrebbe indurre ad una modesta ma tangibile ripresa dei consumi dopo il periodo estivo.</p>
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