Economia, l'Umbria dà segni di debolezza

<p>(UJ.com) PERUGIA - L'economia dell'Umbria nel primo semestre del 2008, ha mostrato segni di <b>indebolimento</b> in tutti i principali settori di attivita': calate le esportazioni; difficolta' accentuate nelle costruzioni; il commercio ha risentito delle accresciute incertezze che hanno condizionato le decisioni di spesa delle famiglie soprattutto per i beni durevoli; i flussi turistici (in particolare dall'estero) sono rimasti stabili; difficolta' per il settore meccanico.<br /><br />E' stata questa la ''fotografia'' dell'economia della regione secondo un sondaggio (su 160 imprese con oltre 20 addetti, un campione del 40% a livello regionale) svolto da Banca d'Italia sede di Perugia, presentato stamane dal direttore Paolo Pasca e dal ricercatore Paolo Guaitini. In un contesto <b>congiunturale</b> non favorevole e' invece proseguita la crescita del numero degli occupati (4,9%) in particolare tra la popolazione femminile ma con un aumento del ricorso alla Cassa Integrazione. Nei primi otto mesi del 2008, le ore di CIG sono aumentate del 68,1% rispetto allo stesso periodo del 2007, in stabilimenti attivi nella provincia di Perugia nel settore della meccanica.<br /><br />Il comparto meccanica ha risentito quindi maggiormente delle difficolta' dovute alla contrazione dei prezzi di listino e all'aumento dell'energia. Secondo l'indagine ''lo scenario non sembra destinato a migliorare nei prossimi mesi; per oltre la meta' del campione regionale intervistato, gli ordinativi rimarranno <b>stazionari</b>; per il 24,5% si attende un ulteriore diminuzione mentre il restante 23,2% prevede incrementi per lo piu' contenuti''. Il comparto delle costruzioni (anche se la diminuzione di appalti pubblici, e' tornata a crescere con analoghi livelli a quelli del 2006, pari a 271 milioni di euro) e' stato appesantito delle domande di ristrutturazione abitative, diminuite del 5,9% (9,7% media nazionale), con contrazione dei finanziamenti destinati agli investimenti in costruzioni. I volumi di compravendita sono scesi del 13.7%, piu' in provincia di Perugia e nel segmento residenziale.<br /><br />L'attivita' degli intermediari finanziari, nei primi mesi del 2008 ha visto un credito complessivo aumentato del 4,6%, ritmo inferiore a quello rilevato a dicembre dello scorso anno (8,8%). Il <b>campione</b> ha evidenziato una diminuzione di fatturati (pari a -2% circa) piu' consistente nel ternano. Il settore del tessile-abbigliamento, ed in particolare quello di qualita', ha invece retto ed e' in controtendenza. Tra le risposte date dai responsabili delle imprese nel sondagio, quella sullo inasprimento delle condizioni di indebitamento (per il 30%) mentre il 23% ha segnalato aumento di tassi sui prestiti, il 7% ha invece la mancata concessione di nuovi finanziamenti, ovvero la richiesta di rientro su prestiti in essere.<br /><br />Il sondaggio della Banca d'Italia Sede di Perugia , ha evidenziato nel settore trasporti, il positivo andamento dell'aeroporto dell'Umbria, gestito da Sase, per l'incremento del numero di passeggeri dovuti all'attivazione di nuovi collegametni internazionali; inoltre ha evidenziato che alla fine del semestre 2008, la <b>raccolta</b> bancaria (gestione del risparmio) e' cresciuta su base annuale del 9% con una accelerazione attribuibile alla componente obbligazionaria (al 20%) e alle operazioni di pronti contro termini (dal 34,1% al 56,2%). Tra gli 160 imprenditori intervistati, c'e' una percezione crescente alla recessione: dal 9% di inizio 2008, ora si e' passati al 22,8%. </p>

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