Dipendenti "fannulloni"? No a Spoleto!

(UJ.com) SPOLETO <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>18/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12637" –> - Sette i giorni di malattia che, in media, sono stati richiesti nel corso del 2007 (il dato preciso è 7,3 giornate). 2,82% l’incidenza percentuale di questa tipologia di assenza sul totale delle giornate effettivamente lavorate. Questi i dati del Comune di Spoleto relativi alle assenze per malattie dei dipendenti. Dati che sono decisamente in controtendenza rispetto a quanto scaturito dal monitoraggio effettuato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione dove, su 70 amministrazioni monitorate (Colleferro, Cremona, Genova, Milano, Napoli, Pordenone, Potenza, Torino e Trieste i nove comune interessati) è stato registrato un calo del 37,1% delle assenze per malattia nel mese di luglio 2008 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una media superiore alle 10 giornate di assenza (la media precedentemente registrata era di circa 20 giornate). “Spoleto, anche in questo senso, può essere annoverato tra i Comuni virtuosi – ha dichiarato il Direttore Generale Angelo Cerquiglini – In un contesto dove troppo spesso i dipendenti pubblici vengono considerati dei “fannulloni”, il dato riscontrato nel Comune di Spoleto assume un’importanza particolare”. A confermare i dati registrati nell’anno 2007, anche l’ultimo bimestre monitorato nel corso del 2008 (successivo all’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Brunetta”): le assenze per malattia restano molto al di sotto della media registrata a livello nazionale. La presenza nel posto di lavoro dei dipendenti del Comune di Spoleto, infatti, non solo è superiore a quella riscontrata in altre realtà analoghe nel resto d’Italia ma, per quanto riguarda le giornate di assenza per malattia, il dato è inferiore anche a quello riscontrato nel settore privato dove la media annua è di 9,64 giornate. Virtuoso, dunque, ed in anticipo rispetto alla cosiddetta “cura Brunetta”. I dati qui riportati fotografano una realtà esistente già dallo scorso anno, quindi ben prima dell’entrata in vigore delle recenti modifiche normative contenute nel decreto 112/08.

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