CRONACA - LA GUARDIA DI FINANZA DI TERNI HA DENUNCIATO PER TRUFFA UN IMPRENDITORE

<p>(UJ.com) AMELIA (Terni) - Impiegava manodopera in cassa integrazione: la Guardia di Finanza di Terni denuncia per truffa un imprenditore e due dipendenti dell’impresa. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi, quando le Giamme Gialle hanno effettuato una ispezione a sorpresa nei confronti di una impresa edile della zona di Amelia. La ditta è campana. Durante l'ispezione la Finanza ha trovato, presso due cantieri in uso all’impresa, quattro lavoratori irregolari e l’ulteriore l’utilizzo di due lavoratori che, pur percependo uno ””l’indennità di disoccupazione”” e l’altro quella di ””cassa integrazione””, svolgevano normalmente la propria attività di lavoro.</p>
<p>In particolare, le Fiamme Gialle hanno trovato 4 manovali non in regola con le norme sul lavoro in quanto non assunti secondo le vigenti norme. Più altri due – sempre in nero - che, pur al lavoro sul cantiere, risultavano ufficialmente uno in cassa integrazione e l’altro percepire l’indennità di disoccupazione. Per quest’ultima situazione, il titolari dell’impresa e i 2 beneficiari indebiti di indennità sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Terni alla Procura della Repubblica per il reato di truffa. Come è noto, infatti, la Cassa Integrazione Guadagni è un meccanismo previsto dalla legge consistente in una prestazione economica erogata dall’Inps (e quindi dalle casse pubbliche) in favore dei lavoratori sospesi dall’obbligo di fornire una prestazione lavorativa o che lavorano a orario ridotto. Si tratta di un istituto che viene incontro alle aziende che si trovano in momentanea difficoltà, sgravandole in parte dei costi della manodopera temporaneamente non utilizzata.</p>
<p>L’indennità di disoccupazione spetta invece ai lavoratori assicurati contro la disoccupazione involontaria che siano stati licenziati. Nel caso specifico si è abusato di tali meccanismi, utilizzando comunque la manodopera in cassa integrazione o beneficiaria di indennità di disoccupazione che, oltre a percepire la relativa indennità, lavoravano ugualmente intascando, ovviamente ulteriori compensi in nero . L’importo complessivo quantificato dai Finanzieri di Terni e corrisposto in nero alla manodopera irregolare è risultato pari a circa 20mila euro, con l’accertamento di ritenute sui compensi non operate e sottratte al fisco per circa 4mila500 euro. E’ stata poi informato l’INPS che procederà al recupero delle indennità indebitamente percepite comprensive di interessi e sanzioni.</p>
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