Corruzione, Liberati (M5S), “Basta con fumo negli occhi”

Vecchi e lucrosi vitalizi, M5S presenterà proposta
Vecchi e lucrosi vitalizi, M5S presenterà proposta

“Fumo negli occhi. Ammuina. Questa è la reazione di molti ternani e di non pochi osservatori indipendenti dinanzi al ‘Protocollo anticorruzione’ siglato tra la Procura di Terni e il Comune e la Provincia di Terni, peraltro gestiti dalla stessa persona, Leopoldo Di Girolamo”. Lo scrive il consigliere regionale Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle) per il quale, “la domanda sorge spontanea: quale credibilità avrebbe questo protocollo, visto che è stato sottoscritto da un politico il cui partito, il PD, è gonfio di soggetti indagati e sotto processo, bellamente ricandidati e appena rieletti in Regione Umbria; talora persino condannati e rimessi comunque in lista, come De Luca in Campania?” “Quale credibilità – aggiunge Liberati, nella nota che porta anche la firma di Angelica Trenta, consigliere comunale M5S di Terni – avrebbe tale protocollo, quando innumerevoli esposti, presentati da cittadini e associazioni alla Procura di Terni sono finiti nel nulla, nel buco nero delle archiviazioni, accrescendo il senso di impotenza della gente comune dinanzi a una classe di impuniti e impunibili?

Se imperversa la corruzione – rimarca il consigliere regionale – esistono motivi chiarissimi, che nascono dal combinato disposto della mancanza di una classe dirigente rigorosa in costanza di pericolose relazioni tra politica e giustizia”. “I cittadini, ad esempio – va avanti Liberati – si domandano quali controlli siano stati esercitati nei confronti delle amministrazioni, visto che alcune cooperative, porte girevoli dello stesso PD, non solo vincono da anni gli stessi appalti milionari, ma addirittura ne ottengono non di rado la proroga a discapito delle casse pubbliche, facendo ampiamente e ripetutamente strame della legge. E sono sempre i medesimi cittadini a formulare legittimi interrogativi su quale esito abbiano avuto le indagini della Procura di Terni su ‘Mafia Capitale’, così come su altri temi cruciali nel rapporto tra risorse pubbliche e partitocrazia”. Per Liberati, in conclusione, “più che un ‘Protocollo anticorruzione’, più di tante belle parole, fumo negli occhi di chi ancora ci crede, servirebbero soltanto amministratori politici onesti e più coraggiosi capi di Procura. Il punto è tutto qui – conclude -, le ammuine fatele altrove”.

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