CONSUMI E FIDUCIA DELLE FAMIGLIE IN DEBOLE RIPRESA

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA - “I dati relativi ai consumi presentati questa mattina da Censis-Confcommercio sul "Clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane", confermano le nostre percezioni sul territorio: nonostante alcuni parziali segnali positivi, non si registra ancora quella spinta propulsiva necessaria a segnare un'<b>inversione </b>di tendenza vera e propria. A prevalere, infatti, è un atteggiamento generale di prudenza e moderazione delle spese che configura una fase di ripresa economica ancora debole. I contenuti della ricerca confermano <b>soprattutto </b>la necessità, per il settore del commercio, di una spinta di tipo qualitativo, per favorire l’ammodernamento e lo sviluppo della rete distributiva esistente.</p>
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<p>Le imprese, che finora hanno retto anche a costi di grandi sacrifici, chiedono vere politiche di indirizzo per il settore, che rivendica strutture, competenze, risorse non solo economiche ma anche in termini di progettazione”. E’ questo il <b>commento </b>di Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio della provincia di Perugia, ai dati sui consumi elaborati da Censis-Confcommercio. Secondo la ricerca, negli ultimi mesi, la spesa per consumi delle famiglie ha ripreso leggermente tono (nel secondo semestre 2010 il 48,3% delle famiglie ha aumentato leggermente i consumi rispetto al 45,7% del primo semestre 2010), mentre le previsioni di <b>spesa </b>per i primi quattro - cinque mesi del 2011 indicano un leggero miglioramento del quadro generale ed un ulteriore, contenuto incremento dei consumi (la pensa così oltre un quarto delle famiglie rispetto al 23,8% del semestre precedente).</p>
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<p>In leggero miglioramento anche il clima di fiducia delle famiglie, determinato dall'aumento degli ottimisti (41,3% a gennaio 2011 contro il 36,1% di giugno 2010), ma il permanere di un saldo negativo tra ottimisti e pessimisti si traduce in una <b>sostanziale </b>accortezza e moderazione nelle spese. Anche se oltre un terzo delle famiglie negli ultimi mesi non ha rinunciato a nulla, le restanti hanno infatti complessivamente ridotto gli sprechi o effettuato qualche rinuncia. Quanto infine all'opinione delle famiglie italiane su quali siano i principali nodi <b>strutturali </b>che frenano la crescita del Paese, si confermano, ai primi posti l'instabilità del clima politico (per il 46,3%) e l'elevata disoccupazione (43,6%), ma a destare molta preoccupazione ci sono anche le difficoltà per le giovani generazioni (29,7%) e l'eccessivo livello delle tasse (24,5%).</p>

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