COMMISSIONE ANTIMAFIA: “SOSTENERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ" AUDIZIONE DI CGIL, UIL E CISAL

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA - Continuano i lavori della Commissione di inchiesta su infiltrazioni mafiose in Umbria del Consiglio regionale, presieduta da Paolo Brutti. Questa mattina si è svolta l'audizione con i rappresentanti dei sindacati Cgil, Uil e Cisal: Mario Bravi, Claudio Bendini ed Elena Tiracorrendo. Elena <b>Tiracorrendo </b>(Cisal) ha evidenziato che due sono i punti fondamentali su cui insistere: la diffusione della cultura della legalità, anche attraverso moduli formativi appositi da inserire nei corsi di formazione per i quadri sindacali, e la collaborazione tra istituzioni, agenzie ed istituti (come l'Inps, che si occupa anche di <b>accertamenti </b>e verifiche) per individuare casi concreti su cui intervenire. Claudio Bendini (Uil) ha rimarcato la necessità di insistere sull'aspetto culturale e di contrastare e prevenire i fenomeni legati alla criminalità.</p>
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<p>“Non ci sono riscontri diretti o elementi – ha detto Bendini – che facciano sospettare infiltrazioni mafiose. Sarebbe comunque importante intervenire sugli appalti al massimo ribasso, che generano concorrenza sleale e possono lasciare spazio ad imprese malavitose”. Mario Bravi (Cgil) ha infine evidenziato tre elementi che aumenterebbero il rischio di infiltrazioni mafiose in Umbria rispetto a qualche anno fa: “La crisi <b>economica </b>e sociale che sta toccando il punto più basso proprio nel 2011; la tendenza nazionale alla destrutturazione del contratto collettivo di lavoro; la deregulation e la contestazione del metodo della concertazione”. I settori da tenere sotto controllo sarebbero soprattutto i trasporti e le pulizie (anche delle sedi di enti pubblici locali e nazionali); non sarebbe da ritenersi positivo l'incremento del numero della aziende (legato alla diminuzione del numero degli <b> addetti </b>e alla diffusione di partite iva fittizie; auspicabile infine la previsione di incontri periodici tra la Commissione regionale antimafia e le organizzazioni sindacali, “per rendere efficace ed organica la collaborazione”.</p>
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<p>A conclusione dei lavori il vice presidente della Commissione di inchiesta, Gianluca Cirignoni, ha parlato di una audizione “da cui sono emersi ottimi spunti di lavoro anche per organizzare quello che sarà il prossimo Osservatorio (uno dei compiti <b>attribuiti </b>alla Commissione). Dai lavori di oggi è emerso che si continua ad avvalorare la nostra sensazione di un rischio reale di aggressione da parte della criminalità organizzata contro il sistema economico umbro. Ritengo positiva la disponibilità dimostrata dai sindacati e mirata a <b> stabilire </b>un rapporto costruttivo con la Commissione che ci aiuti a far fronte alle infiltrazioni mafiose, in modo particolare nei settori dello smaltimento dei rifiuti, degli appalti pubblici e le cooperative di fuori regione e che vincono le gare con offerte molto basse”.</p>

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