Cgil, no ai ticket, regione rimette tassa su intramoenia

USL Umbria 1 Perugia, consegnati 105 attestati di operatore sociosanitario

Medico online PERUGIA – Ci risiamo. La regione Umbria insiste e ha rimesso la tassa sulla attività intramoenia. Lo chiamano superticket, ma il TAR ha già detto che si tratta di una tassa illegittima che la Regione non può introdurre. La ridefiniscono nel 20% in più della tariffa pagata dal cittadino. Prima era del 29%. Con danno per i medici, per le Aziende e la Regione che da questa attività ricavano circa 3,5 milioni, e soprattutto per i cittadini che per una prestazione devono pagare il 20% in più. Insomma un provvedimento iniquo e dannoso, un errore sotto vari profili. Ne citiamo alcuni: 1. Ingiustizia sociale: un ticket e/o una tassa in più colpisce sempre i meno abbienti. Se questa tassa è sulla salute è ancora più odiosa, colpisce le persone nel momento del bisogno. Il superticket/tassa reintrodotto dalla Regione non prevede esenzioni: devono pagare tutti, anche gli incapienti. 2. Iniquità e limitazione dell’accesso alle cure ai cittadini: Dover pagare il 20% in più, per fare una visita medica, determina per il cittadino quattro possibili scelte: 1) pagare di più, per chi se lo può permettere. 2) Pagare di meno rivolgendosi agli specialisti privati o a quelli che lavorano in cliniche convenzionate, perché su queste prestazioni la Regione non ha introdotto ticket. 3) Andare ad allungare le già interminabili liste d’attesa, con compromissione della tempestività ed efficacia delle cure. 4) Non fare la visita. 3. Penalizzazione dei medici pubblici: La supertassa pesa solo sulla attività pubblica, non su quella privata. Il 20 % si aggiunge a circa il 35% che già l’Azienda trattiene sull’intramoenia. Insomma l’intramoenia umbra non conviene a nessuno: il cittadino paga molto ed il medico (che fa la prestazione) guadagna meno di quanto si pensi, su 100 euro, meno di 25 finiscono al medico. Ma la supertassa umbra rischia di essere un affare per il privato e per il privato convenzionato . 4. Illegittimità della tassa: E’ una tassa che non andrà lontana, il TAR l’ha definita illegittima e il Consiglio di Stato non ha smentito: ha solo detto che il ricorso lo devono fare i cittadini e non i medici, visto che sono i cittadini ad essere colpiti direttamente. I cittadini da oggi potranno quindi fare ricorso al TAR. Si potevano fare tante cose. Per la CGIL i ticket vanno tolti, non aumentati, in Umbria e in Italia. Avevamo prospettato soluzioni che avrebbero aiutato i cittadini e migliorato i servizi pubblici con riduzione delle liste d’attesa. Pacchetti di prestazioni a prezzi calmierati con riduzione del compenso del medico e dell’azienda, e quindi del costo per il cittadino. Si poteva aumentare l’orario dei servizi diagnostici, come hanno già fatto altre regioni, per abbattere le liste d’attesa Era necessaria maggiore trasparenza sull’attività di ogni medico: si dovevano considerare le prestazioni individuali di ogni professionista in regime istituzionale, invece di quelle del servizio nel suo complesso. Ognuno deve fare il proprio dovere istituzionale prima di fare la libera professione, così da non obbligare il cittadino a pagare per farsi visitare magari dal primario. E bisognava superare l’intramoenia allargata, svolta negli studi privati, a beneficio della qualità e della trasparenza. Per questo continuiamo ad essere contrari e a pretendere il confronto.

 

 

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