CGIL: IL 27 IN PIAZZA ANCHE LE RAGIONI DELL'UMBRIA

<p>(UJ.com) PERUGIA - "Ci sono tante ragioni alla base della manifestazione nazionale della Cgil di sabato 27 novembre a Roma, ragioni che in Umbria sono forse ancora più forti per la particolare gravità della crisi che continua a colpire i nostri territori". Lo ha detto stamattina aprendo la conferenza stampa tenuta presso la sede della Cgil di Perugia, il segretario generale del sindacato umbro, Mario Bravi, affiancato dagli altri componenti della segreteria regionale. <b>Tanti </b>i temi trattati nell'incontro con la stampa, a partire dalle grandi vertenze aperte nella regione: quella della chimica ternana e quella della Merloni, accomunate da un'esigenza non più rinviabile, ovvero che il Governo si assuma le proprie responsabilità politiche su vertenze che hanno chiaramente un carattere e una rilevanza nazionale.</p>
<p><br />In particolare sul caso Merloni è intervenuto in collegamento telefonico da Ancona anche il segretario generale della Cgil Marche, Gianni Venturi, che ha sottolineato come "le due regioni interessate dalla vertenza debbano fare fronte comune proprio per far sì che, dopo mesi di assenza del ministro competente, il nuovo titolare del dicastero, Paolo Romani, prenda tutte le misure necessarie a favorire una soluzione positiva della vertenza". Bravi e Venturi hanno poi annunciato un'<b>iniziativa </b>comune del sindacato di Umbria e Marche per mantenere alta l'attenzione, anche sulla scia della positiva mobilitazione messa in atto dal gruppo di lavoratori che la scorsa settimana ha occupato la torre di Nocera Umbra, riuscendo a riportare un po' di luce su una vertenza troppo a lungo nascosta. <br />Ma oltre alle "battaglie simbolo" del mondo del lavoro umbro, a destare forte preoccupazione nella Cgil sono i dati che continuano ad arrivare sul fronte occupazionale.</p>
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<p>In particolare, Bravi ha illustrato le cifre riferite alla cassa integrazione di ottobre e ha sottolineato un aspetto <b>allarmante</b>: "Nel confronto gennaio-ottobre 2010 l'Umbria è la seconda regione italiana dopo l'Emilia Romagna a registrare l'aumento più consistente di ore di cassa integrazione, +108,65%, contro un aumento medio nazionale del 44,17%. Insomma - ha sintetizzato Bravi - da noi la crisi occupazionale viaggia a velocità più che doppia".</p>
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<p>A complicare le cose c'è poi l'altra caratteristica peculiare dell'Umbria: una netta prevalenza della cassa integrazione in deroga (pari ai 2/3 del totale in Umbria) sul cui rifinanziamento, nonostante le rassicurazioni del Governo, al momento non si hanno certezze. <br />E secondo il segretario della Cgil <b>umbra</b>, "il fatto che la crisi continui a colpire in Umbria come e più che altrove, nonostante sia risaputo che qui i livelli di salari e pensioni sono più bassi, testimonia in modo inequivocabile che il 'modello Marchionne' basato sull'assunto che per uscire dalla crisi bisogna ridurre i diritti e i salari non funziona".</p>
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<p>"Alla luce di tutto questo - ha affermato ancora Mario Bravi - la mobilitazione di sabato per chiedere più diritti e più democrazia è un appuntamento fondamentale, al quale seguiranno altre mobilitazioni, fino anche allo sciopero generale se questo si renderà necessario". "Dall'Umbria si prevede una partecipazione massiccia - ha spiegato Gianfranco Fattorini, segretario <b>organizzativo </b>della Cgil regionale - con 40 pullman che partiranno da tutta la regione e tanti altri cittadini che raggiungeranno Roma con mezzi propri. La nostra macchina organizzativa - ha concluso Fattorini - è tutta in movimento per portare un contributo importante a quella che sarà senza dubbio una grandissima manifestazione di popolo".</p>

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