Bolli veicoli storici, primo successo per l’iniziativa del Camep

PERUGIA – C’è soddisfazione nell’ambiente dei club di veicoli storici dell’Umbria per l’approvazione, avvenuta nella riunione della prima commissione consiliare della regione, dell’emendamento presentato dal consigliere Oliviero Dottorini, inteso a raccogliere le istanze dei club di auto d’epoca a favore di una normativa sulla tassa di possesso più favorevole per i veicoli storici di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

La commissione infatti ha dato parere favorevole all’emendamento che, ricordiamo, prevede una tassa di possesso “storica” divisa in tre scaglioni a seconda dei Kw del veicolo.

In pratica, da quanto appreso, le fasce sarebbero di 50, 100 e 200 euro. Soddisfatto il Presidente del Camep (Club Auto e Moto d’Epoca Perugino) Ugo Amodeo, che si era fatto promotore di un incontro tra i club umbri federati Asi e la prima commissione, che lo scorso 20 marzo ha ascoltato le motivazioni dei rappresentati dei club a favore di una normativa meno penalizzante.

Secondo il Presidente del Camep l’introduzione della tassa di possesso tradizionale per i veicoli di età compresa tra i 20 e i 30 anni, prevista dalla legge di stabilità approvata alla fine dello scorso anno, porterebbe ad un impoverimento del parco auto storiche già esistente, generando una vera e propria “fuga” di questi veicoli o verso l’estero o, ancora peggio, verso la rottamazione, creando di fatto un vuoto storico difficilmente colmabile.

“Adesso occorre che l’aula confermi questo voto e metta l’Umbria al pari delle altre regioni”. Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e presidente della prima commissione consiliare regionale, ha commentato l’approvazione del suo emendamento. Va ricordato comunque che i mezzi ventennali di interesse storico devono essere certificati dall’Asi, dalla Fmi o dai centri specializzati individuati a suo tempo dalla Giunta regionale.

“Con l’emendamento approvato – ha concluso Dottorini – allineiamo la nostra normativa a quella di altre regioni come Toscana, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Bolzano che sono già intervenute, seppure con modalità non uniformi, cercando di mettere ordine in un vero e proprio caos normativo. Adesso ci aspettiamo che l’aula confermi la decisione della Commissione e tratti i cittadini umbri al pari di quelli di altre regioni d’Italia”.

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