Aiazzone, i lavoratori di Corciano da novembre senza reddito

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales</span> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) CORCIANO - Sono 10 lavoratrici e lavoratori, quasi tutti con famiglia a carico, chi con un affitto da pagare, chi con un mutuo aperto: da 4 mesi non percepiscono lo stipendio, né alcuna altra forma di reddito e hanno perso anche 13esima e 14esima. Sono i lavoratori del punto vendita Aiazzone di Taverne di Corciano (Pg), che denunciano una situazione ormai non più sostenibile e chiedono con forza un intervento da parte delle istituzioni locali, che finora, dicono, sono state "completamente assenti". "I problemi sono iniziati già dall'aprile scorso, quando da Emmelunga siamo passati alla Holding Arredo, sotto il marchio Aiazzone - spiega Roberta Ferreri, delegata sindacale della Filcams Cgil - da quel momento gli stipendi hanno cominciato ad arrivare con il contagocce e in ritardo e questo nonostante le vendite e gli incassi andassero <b>benissimo</b>. Poi da luglio abbiamo cominciato a registrare difficoltà anche nelle consegne ai clienti dato che i fornitori non venivano più pagati". Ad agosto 2010 subentra una nuova società alla guida dell'azienda, la Panmedia Spa, che, seppure con difficoltà, salda gli arretrati nei confronti dei dipendenti. "Rincuorati da questa situazione - continua Roberta Ferreri - noi abbiamo continuato a lavorare con impegno, tentando di tranquillizzare i clienti rispetto ai ritardi nelle consegne della merce. Ma già a settembre siamo tornati al punto di prima: gli stipendi arrivavano di nuovo con il contagocce e i clienti erano sempre più arrabbiati. Venivano al punto vendita, in alcuni casi infuriati, e naturalmente se la prendevano con noi che eravamo gli unici con cui potessero parlare".</p>
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<p>Ma è a novembre che arriva il crollo totale: "Noi smettiamo di essere pagati del tutto e le consegne ai clienti vengono completamente bloccate. Così cominciamo ricevere quotidianamente una serie di minacce, aggressioni verbali, insulti, urla, bestemmie e persino denunce per truffa, nonostante noi non avessimo mai smesso di svolgere il nostro lavoro con serietà e professionalità". In questo modo arriviamo all'oggi, con sei mensilità non pagate per i lavoratori di tutta Italia (850 dipendenti) e il caso Aiazzone che assurge prepotentemente alle cronache anche grazie alle Iene, che nell'ultima puntata hanno dedicato un servizio alla "colossale truffa" messa in piedi dalla proprietà dell'azienda. <br />Ma se migliaia di persone in tutta Italia stanno ancora aspettando i mobili acquistati e pagati, i dipendenti, tra cui quelli di Taverne di Corciano, sono da mesi senza alcuna fonte di reddito. E ora chiedono che qualcuno si faccia <b>carico </b>della loro situazione. "Abbiamo provato in ogni modo a farci ascoltare - riprende Roberta Ferreri - abbiamo scritto al Comune di Corciano, alla Provincia di Perugia, alla Regione. Ma per ora non abbiamo avuto risposta, mentre sappiamo che nel resto d'Italia si sono aperti tavoli e le istituzioni si stanno interessando della vicenda. Ora - conclude Ferreri - insieme alla Cgil che sta seguendo da vicino la nostra situazione, chiediamo che le istituzioni intervengano e ci aiutino ad uscire da questa condizione drammatica". Intanto, proprio la Filcams Cgil sta cercando di assicurare ai lavoratori la copertura della cassa integrazione: "Stiamo lavorando a Roma per ottenere la cassa integrazione straordinaria e garantire così una copertura a questi lavoratori - spiega Marco Marcantonini, della Filcams Cgil di Perugia - intanto però chiediamo alle istituzioni locali e ai Parlamentari umbri di avviare subito un confronto per tamponare una situazione che è ormai davvero insostenibile per gli addetti di Taverne di Corciano, vista la totale inaffidabilità e scorrettezza della proprietà".</p>

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