Young Jazz ad Umbria Jazz, grande successo per concerti e scenografia al teatro Morlacchi di Perugia

PERUGIA – È stato definito dalla critica musicale nazionale come un “festival nel festival” e da quella locale come “una solida e attenta realtà del territorio su cui basare il futuro di Umbria Jazz”. Tra sperimentazione, ricerca e freschezza Young Jazz ha fatto nuovamente centro ad Umbria Jazz. Per il terzo anno consecutivo la realtà folignate è approdata a Perugia, con il palco del Teatro Morlacchi, vestito di nuovo anche scenograficamente, che ha ospitato sei concerti targati Young Jazz all’interno del cartellone della prestigiosa kermesse musicale perugina.
Un palco speciale, nato dalla collaborazione tra il festival di Foligno e Umbria Jazz e riservato agli artisti emergenti del jazz contemporaneo e, come piace dire ai tipi di Young Jazz, alla musica di “nuova generazione” e delle “nuove generazioni”.
Ancora una volta, con la puntuale ed attenta direzione artistica del pianista Giovanni Guidi, tra i fondatori dell’Associazione Young Jazz e che ha spinto su una proposta moderna e coraggiosa, l’obiettivo di far aumentare sempre più un pubblico interessato a quello che potrebbe essere il futuro del jazz sembra essere stato raggiunto.
Moltissimi giovani ai concerti ma anche tanti “vecchi” puristi ad ascoltare cosa ha da dire chi con il jazz vuole innovare, sperimentare e contaminare. Una linea artistica che sempre più unisce generazioni diverse e gusti diversi, nel segno della grande madre jazz.
Umbria Jazz ha accolto quindi ancora con entusiasmo nel suo cartellone le idee di Young Jazz, grazie al sostegno del direttore artistico della kermesse musicale perugina Carlo Pagnotta che da sempre supporta e sostiene i giovani ragazzi di Foligno.

Una promozione sul campo per Young Jazz (quest’anno al Morlacchi dopo i due anni precedenti di programmazione speciale a palazzo Penna) superata quindi a pieni voti. Come a pieni voti è stata superata anche la parte scenografica. In evidenza infatti in questi giorni anche il tocco creativo e sobrio dell’allestimento YJ che a suo modo ha innovato una delle location più nobili di UJ: due gli allestimenti paralleli, uno per tutti i concerti di Umbria Jazz e uno con l’aggiunta del logo illuminato di Young Jazz per quelli a firma YJ.

La grande installazione luminosa, che offre al palco un’altra dimensione ricercando un effetto semplice ma di grande impatto, è stata ideata e realizzata da Caterina Natalucci e Francesca Briganti dell’Associazione Young Jazz in collaborazione con il designer Francesco Paretti per B-trade, sponsor tecnico dell’operazione voluta da Umbria Jazz per consolidare il rapporto tra i due festival (Umbria Jazz, inoltre, concede il proprio patrocinio al festival di Foligno ormai da sette anni). Anche in questo caso è stato così sottolineato il valore aggiunto, non solo artisticamente parlando, che le idee di Young Jazz possono portare. Tutto è stato realizzato artigianalmente utilizzando cartoni su più livelli, vernici e un’illuminazione al led creata da Stefano Romagnoli, altro componente di Young Jazz.

Venendo alla musica, grande spazio è stato dato alla sempre suggestiva tradizione nordeuropea del jazz. L’Olanda è andata in scena con il sax alto di Ben Van Gelder e la chitarra di Reinier Baas, due dei più talentuosi giovani musicisti olandesi che si sono affidati all’esperienza di Han Bennink, uno dei più ammirati batteristi della storia del jazz che a 80 anni ha fatto il suo esordio ad Umbria Jazz dimostrando oltre che doti artistiche anche atletiche con un bis fatto a terra senza pelli per bacchette e pavimento. Poi il chitarrista danese Jakob Bro, con la batteria di Joey Baron e il contrabbasso di Thomas Morgan, si è mosso tra influenze rock e minimaliste.

Inoltre, la star indo-newyorkese Vijay Iyer (nominato artista dell’anno secondo la prestigiosa rivista Downbeat) ha dimostrato tutta la sua raffinatezza al pianoforte in compagnia del trio. Grandi applausi anche per gli inglesi GoGo Penguin: freschi di contratto con la Blue Note Francia hanno espresso mirabilmente e ai massimi livelli l’unione tra acustica ed elettronica con ispirazioni provenienti da direzioni tracciate da Brian Eno, John Cage, Massive Attack e Aphex Twin.

A colpire è stata anche la prima italiana di Maria Faust e il suo ciclo di melodie, tra composizione classica e improvvisazione totale eseguite magistralmente dall’ensemble costituito da alcuni eccellenti improvvisatori della scena nordeuropea, con gli italiani Francesco Bigoni ed Emanuele Maniscalco. Una sicurezza anche il collettivo perugino-berlinese Società Vesna che ha aperto la rassegna Young Jazz, con Rossano Emili (sax baritono e clarinetto basso) affiancato da Manuele Morbidini sax alto, Pedro Spallati sax tenore e soprano, Massimo Morganti trombone, Igor Spallati contrabbasso ed Ugo Alunni batteria.

Se l’esperienza a Perugia per Young Jazz è così terminata, Umbria Jazz invece va avanti fino a domenica 19 luglio. E c’è attesa anche per il concerto di Giovanni Guidi: il direttore artistico di Young Jazz insieme al suo trio (Thomas Morgan, Joao Lobo) si esibirà domani, 18 luglio, alle 12 al teatro Morlacchi con al centro i brani del nuovo disco “This is the Day”, il secondo di Guidi uscito per ECM. Per l’occasione, infine, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia consegnerà al pianista folignate il premio “Ambasciatori dell’Umbria nel mondo 2015”, in passato consegnato anche ad artisti come Enrico Rava, Renato Sellani, Giovanni Tommaso, Stefano Bollani, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini, Franco D’Andrea, I Solisti di Perugia, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli.

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