UN VIDEO RICOSTRUISCE L’IPOGEO DI SIGLIANO DI CASTIGLIONE DEL LAGO

L'Antiquarium di Castiglione del Lago
Lago di Chiusi da Porto
Lago di Chiusi da Porto

(umbriajournal.com by AKR) – CASTIGLIONE DEL LAGO – Importante evento storico-culturale domattina a Perugia al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. Alle ore 10 verranno presentati al pubblico e resi noti gli esiti di ricerca e valorizzazione, del progetto TeCHe, Technologies for Cultural Heritage, dal titolo “Frammenti di memoria restituiti: il sepolcro etrusco di Sigliano” a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria di Perugia e del Visual Computing Lab dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR di Pisa.

L'Antiquarium di Castiglione del Lago
L’Antiquarium di Castiglione del Lago

«Una morbida collina affacciata sull’antico solco vallivo del Clanis – si legge nel comunicato – circondata da un’alternanza di aree boscose e pianure coltivate, lungo la linea di confine umbro-toscana fra Chiusi e Castiglione del Lago; due sepolcri etruschi contigui casualmente scoperti a fine Ottocento e poi nuovamente perduti; pagine d’archivio ingiallite dal tempo che portano i segni di accurati tratti a matita; alcuni reperti salvati dall’oblio e custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, fra cui un pregevole casco in bronzo noto come “elmo di Paciano”. Questi sono gli elementi da cui ha preso le mosse il progetto TeCHe (Technologies for Cultural Heritage). L’indagine ha permesso di rileggere l’esiguo insieme di dati fino ad oggi conosciuti sul rinvenimento di Sigliano – Val di Fosso alla luce della documentazione inedita, per approdare, come previsto dal progetto stesso, alla realizzazione di un video in computer animation contenente la ricostruzione digitale 3D dell’ipogeo I e dei suoi arredi mobili (urne cinerarie ed elementi di corredo). Particolare attenzione è stata riservata, in virtù dell’importanza storica e del pregio artistico, ma anche dell’eccezionalità rispetto al contesto di deposizione, al notevole elmo in bronzo originariamente rivestito di foglia d’oro, che è stato fatto oggetto di un restauro virtuale, nell’intenzione di riproporre visivamente la fastosa allure che contrassegnava l’arma in origine. Il lavoro svolto intende dunque riconsegnare tanto alla conoscenza specialistica che alla memoria collettiva un brano tangibile della vita più antica del distretto fra i Chiari e il lago Trasimeno. L’auspicio è che l’esperienza condotta su Sigliano non resti un tassello isolato di studio e messa in valore di un lembo di territorio, ma faccia da traino per poter intervenire con ulteriori iniziative sulla creazione di altri contenitori digitali (come suggerisce lo stesso acronimo di progetto) destinati ai beni culturali materiali e immateriali, in grado di comunicare con immediatezza ed efficacia valenze e complessità del patrimonio, guidando con rigore di contenuto e senso etico delle azioni ad una ricodificazione di “terre di confine” di indubbia pregevolezza nei loro segni caratterizzanti, fisici ed ideali. Competenze umanistiche e tecnico-scientifiche messe a confronto in una fruttuosa attività interdisciplinare hanno permesso di legare insieme informazioni archeologiche, dati epigrafici e documenti archivistici, alla presenza dei manufatti pertinenti conservati al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, consentendo, con l’ausilio indiscutibilmente prezioso delle più aggiornate tecnologie tridimensionali, di ricucire trame squarciate di territorio che non erano più percepibili o si credevano ormai smarrite per sempre. Restituendo coerenza interpretativa e capacità espressiva ad un luogo che può tornare ora a raccontare almeno una parte della propria storia, la comunità riguadagna uno spazio “narrato”, uno scrigno di antiche memorie da preservare e condividere, ma anche una nuova sede simbolica dove esercitare idealmente competenze creative e ridefinire modelli di sviluppo sostenibile da cui avviare la difesa del domani».

Sabrina Batino, curatrice del Progetto TeCHe, interverrà sul contesto archeologico di Sigliano-Val di Fosso e sulla sua rilettura per la valorizzazione del territorio fra Chiusi e Castiglione del Lago. Parteciperanno alla presentazione Francesco Scoppola (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici), Mario Pagano (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria) Marisa Scarpignato (Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria). Roberto Scopigno e Marco Callieri (ISTI CNR Pisa) parleranno di tecnologie 3D per i beni culturali, presentando il video ricostruttivo del contesto sepolcrale con il restauro virtuale dell’elmo bronzeo e la “galleria” dei modelli di reperti archeologici navigabili in tridimensione. Dopo la proiezione del video ricostruttivo “Frammenti di memoria restituiti: il sepolcro etrusco di Sigliano”, Ivana Bricca, assessore alla cultura del Comune di Castiglione del Lago, concluderà la presentazione parlando del nuovo Antiquarium di Palazzo della Corgna.

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