Umbria Jazz 2015, metronomo a 100 e con Alissia & Funketeers “ballano” anche le pietre di Piazza IV novembre

del direttore,
Marcello Migliosi
PERUGIA – Una funky machine come da anni non si ascoltava ad Umbria Jazz. Alissia, “funambolica” bassista e compositrice svizzera e i suoi “Funketeers” han fatto saltar fuori le pietre dell’austera Piazza IV novembre. “Let It Out”, registrato “Live at Berklee College of Music”, dal 2013 – ad oggi – su youtube ha collezionato qualche cosa come 1.681.231 visualizzazioni. In quell’occasione era “solo” Alissia Benveniste. Sul palco di Umbria Jazz si è presentata con i Funketeers, 15 straordinari e giovanissimi musicisti, come lei, made in Berklee Colleg of Music, con i quali condivide questa meravigliosa avventura. Interplay favoloso, sezione fiati perfetta, quella ritmica manco a dirlo, belle le voci…trovare un difetto è davvero difficile. Tanto più che sul palco si divertono e fanno divertire. Magari sarebbero stati a loro agio da subito, crediamo proprio, anche al Santa Giuliana. Le influenze dei grandi classici del funky ci sono tutte, ma anche soul, hip hop e R&B. Stevie Wonder, Wayne Shorter e, persino, la macchina di James Brown. Dal punto di vista “bassistico” Alissia è puntuale precisa, non si limita al bass popping, allo slap ma “viaggia” bene anche con il ” dumping bass”.

Tecnica nella quale il pollice viene letteralmente utilizzato come un plettro. Una cosa, che spesso sfugge a chi non ha mai imbracciato un basso elettrico in spalla, è quella di quanto sia difficile cantare e suonare (bene) allo stesso tempo. Sono pochissime le donne bassiste che sono in grado di fare questo: Rhona Smith, Esperanza Spalding, Nik West e Tal Wilkenfeld. Bene, a pieno titolo, Alissia è nell’Olimpo delle grandi.

Un “prodotto” targato Berklee quindi, ma al di fuori del College Alissia ha suonato un po’ in tutta Boston: Wallys Jazz Club (ogni settimana), The Beehive, Slades, Ryles Jazz Club, Sinclair, all’inagurazione del Fishbone, allo Strand Theater e alla Symphony Hall. Emilio Castillo – fondatore della funk band leggendaria Tower of Power – di lei dice: “Alissia & Funketeers suonano davvero bene, i fiati, la sezione ritimca, le voci…tutti sono eccellenti”.

 

 

Le persone che hanno incontrato Alissia alla Berklee la descrivono come: “Persona dolce e gradevole. Bello lavorare con lei”. Dietro all’indubbio fascino, per dirla alla Kudisan Kai : “Sempre sorridente ed energica” c’è una donna che, però, sa quel che vuole e come ottenerlo e in genere ci riesce sempre, in modo tranquillo, ma determinato. Giovanissima, Alissia è del 1991, è un po’ svizzera, un po’ spagnola e tedesca con un po’ di Grecia.

Ma la sua vita artistica si è cominciata a sviluppare dopo Londra e da lì a Boston alla Berklee dove è stata subito notata da Kenwood Dennard (già in forza con Maceo Parker), da John Blackwell (Patti LaBelle, Principe, Cameo), Bruce Bartlett e Jeffrey Lockhart tra i tanti. Quando imbraccia il basso a 5 corde e inizia a suonare le linee funky di Larry Graham, Bootsy Collins, e Louis Johnson, chi le sta attorno non resiste e ne resta “ammaliato“, agganciato dal suono e dalla sua bravura. Ad Umbria Jazz 2015 c’è stato spazio per tutto: “You Can’t Alway Get What You Want” – Arr. by Common Thread”, “That Groove” GWC & Common-Thread”, “For The One Time – Common Thread”, il mitico “Let it Out ” e poi ” Holdin’ On ” e ancora “Get Down”. Fino all’ultima fatica del 2015 “Out” con brani di John Blackwell (Prince, Cameo, Justin Timberlake, Patti LaBelle), Louis Cato (Marcus Miller, Stevie Wonder), Jeffrey Lockhart (Brian McKnight, Meshell Ndegeocello), Mike Tucker (George Duke , Christian Scott), Eric Bloom (Diana Ross, Justin Timberlake), e molti altri. Una cosa è certa sta sviluppando una sua fortissima personalità e coi Funketeers un suo personalissimo stile. Sarà in piazza IV novembre alle 21 ancora, è resident artist, andatevela a sentire e vedere, ne vale la pena!

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