A Trevi il progetto del Pd su Bellezza e qualità. Leonelli: Cultura sia traino del sistema Umbria

Ambiziosa la sfida che il Partito Democratico regionale si è messo in testa di raccogliere: l'Umbria faccia dei suoi talenti non solo gioielli da mettere in mostra ma il cuore di un nuovo modello di sviluppo.

Tappa a Trevi per il progetto del Partito Democratico dell'Umbria su Bellezza e Qualità
Tappa a Trevi per il progetto del Partito Democratico dell'Umbria su Bellezza e Qualità

A Trevi il progetto del Pd su Bellezza e qualità. Leonelli: Cultura sia traino del sistema Umbria

“La cultura traino del sistema Umbria”. L’obiettivo, rilanciato dal segretario dem Giacomo Leonelli da Trevi, teatro della terza di cinque iniziative in cui si articola il progetto su Bellezza e qualità, è ambizioso. Come ambiziosa è la sfida che il Partito Democratico regionale si è messo in testa di raccogliere: fare sì che l’Umbria faccia dei suoi talenti non solo gioielli da mettere in mostra ma il cuore di un nuovo modello di sviluppo.

“In queste ore – sottolinea Leonelli – in cui il dibattito è tempestato da altro, stiamo dimostrando la volontà di stare sui temi e la grande partecipazione che registriamo dimostra che c’è voglia di ragionare su cose concrete e che quando il Pd fa il Pd è credibile e raccoglie attenzione”. Queste iniziative, inoltre, che declinano in cinque macrotemi il progetto su Bellezza e qualità e vengono organizzate sui territori (a Paciano si è parlato di paesaggio, a Narni di promozione del territorio, a Trevi di cultura, a Gubbio si parlerà di riqualificazione e a Perugia di periferie) “sono anche un modo – per Leonelli – per conoscerci e conoscere le nostre bellezze”.

E attestano la volontà di mettere in campo “un progetto organico che parli di Umbria come di un sistema e non come una somma di campanili”. “La nostra regione – ancora Leonelli – merita di giocare una partita importante, di essere ambiziosa e noi vogliamo farne la prima della classe e cioè la prima regione a costruire un nuovo modello di sviluppo su questi temi in un momento in cui tutti gli indicatori ci dicono che si sta archiviando una fase e noi abbiamo il compito e la responsabilità di aprirne un’altra”.

“Siamo a metà dello svolgimento del nostro compito – spiega ancora Leonelli – che vuole concludersi con la definizione di una legge regionale sulla Bellezza e la qualità” e oggi “senza pretesa di esaustività, abbiamo l’idea di tracciare una discussione sulla cultura attraverso le questioni messe al centro dei tavoli”, da “biblioteche e musei tra tutela e valorizzazione” a “terremoto: buona ricostruzione e beni culturali”, da “il patrimonio Unesco dell’Umbria tra presente e futuro” a “la cultura, il ruolo del privato e l’impresa creativa”, fino a “arta musica e spettacolo: tra eccellenze e nuove frontiere”.

A coordinare i lavori Fabio Bellini Baldella, Vittoria Garibaldi, Simone Pettirossi, Alessandro Riccini Ricci, Nicola Mariuccini. A fare da padroni di casa Stefania Moccoli, responsabile del progetto Bellezza e qualità del Pd Umbria, il sindaco di Trevi Bernardino Sperandio, che hanno ricordato come “dobbiamo essere in grado di sapere raccontare il nostro ambiente e il nostro territorio nella maniera migliore” e che “dare indirizzi di qualità può creare armonia in realtà che rischiano altrimenti di essere dissonanti”.

Numerosi gli spunti raccolti, tra suggestioni e critiche, idee e suggerimenti in un clima volutamente “informale per entrare nel cuore della discussione”. Si è parlato di giovani e identità culturale, con la necessità di “rendere le future generazioni consapevoli di vivere in un territorio unico e fare di questi temi un tratto identitario”; di biblioteche e musei come luoghi non solo di conservazione ma di esperienza e di elaborazione; di comunità di eredità e risorse pubbliche alla cultura, “necessarie per non disperdere il patrimonio di investimenti messo in essere negli anni”.

Prepotente è entrato nel dibattito, condizionato evidentemente dagli eventi, il tema della ricostruzione. Tra i contributi, quello di Antonella Pinna, dirigente della Regione, che ha messo in fila alcuni numeri relativi al sistema culturale regionale: 176 musei, dalla galleria ai piccoli antiquari, “che hanno in comune la volontà di essere lì e di volersi proporre come punto di attrazione”, 295 biblioteche, oltre 1.600.000 visitatori in un anno, meno di 250ma nei musei statali e il resto in quelli del territorio.

“Sconfortante”, invece il dato sulla partecipazione della comunità alla via culturale dei territori, indice di qualità della vita. Per Pinna “musei e biblioteche devono diventare luoghi in cui si costruiscono politiche culturali e si danno funzioni nuove” e si deve spingere perché il cambiamento del rapporto tra cittadini e luoghi della cultura si radicalizzi. Fondamentale recepire e finalmente ratificare i contenuti della convenzione quadro di Faro su eredità culturale del consiglio d’Europa, investire sul capitale umano e cambiare paradigma rispetto alla spesa in cultura, che drammaticamente cala: “Il privato può dare un contributo ma l’intervento del pubblico è fondamentale”.

La sindaca di Assisi Stefania Proietti ha annunciato la candidatura di Assisi, che è la candidatura dell’Umbria, a sede di elaborazione delle linee guida e dei progetti e dell’osservatorio dei siti Unesco.

Le conclusioni della mattinata sono state affidate all’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini. “Sono contenta quando il partito al quale sono iscritta mi invita a riflettere sui temi nei territori” ha sottolineato elogiando il lavoro della segreteria regionale, “un bel gruppo al lavoro, che va sostenuto”. In un periodo complicato la Regione Umbria “ha deciso di mantenere invariata la tassazione – ha detto Cecchini – insieme alla qualità dei servizi sanitari e sociali, continuando a rappresentare un punto di riferimento per le politiche culturali.

Il tema, in un momento complicato per la vita delle persone e per le risorse, non è solo avere i fondi per mantenere le strutture, ma utilizzare al meglio quelli per gli investimenti e creare luoghi dove la comunità si incontra, si confronta, diventa curiosa”. Sono “in campo progetti innovativi, sperimentazioni e riflessioni importanti” e sempre di più si dovrà ragionare come sistema Umbria. Limite è che “non esistono, al di fuori di quelli istituzionali, luoghi dove affrontare questa discussione; ci sarebbe, invece, bisogno di una camera di compensazione per progetti complessivi e condivisi”. E il Pd potrebbe farsene carico aggregando saperi e intelligenze per ideare una nuova visione e una nuova prospettiva.

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