The Cyborgs: il duo del codice binario sbanca l’Afterlife

The Cyborgs: il duo del codice binario sbanca l’Afterlife
The Cyborgs: il duo del codice binario sbanca l’Afterlife

The Cyborgs: il duo del codice binario sbanca l’Afterlife
da Marco Zuccaccia
La stagione dei club di musica live umbri sta entrando nel vivo e l’Afterlife club di Balanzano, Perugia, non si è lasciato sfuggire una delle formazioni più interessanti del panorama underground italiano.

La band romana The Cyborgs, balzata alla ribalta delle cronache qualche tempo fa per aver aperto uno dei concerti di Bruce Springsteen e della sua E-Street Band, ha fatto capolino nella nostra regione con un concerto particolarmente atteso e sentito dal pubblico in sala.

I Cyborgs hanno la particolarità di essere un power duo che utilizza delle maschere da saldatore per celare la propria identità, oltre che vestire sempre di colore nero.

Ed è proprio il nero il colore dei bluesmen, così come solo – visto che sono gli unici due della specie – e infelice, veniva identificato chi faceva in passato questo tipo di musica: «to have the blue devils», è un’espressione che ha assunto nel tempo il significato di “essere triste”.

I nomi dei due componenti della band sono ignoti, per questo, utilizzano per farsi riconoscere le basi del codice binario: Cyborg-Zero(0) canta e suona la chitarra, mentre Cyborg-One(1) si occupa della sezione ritmica. L’attenzione verso questa band non è dovuta alla sola curiosità per il particolare tipo di approccio con il pubblico, ma anche per le doti musicali che i due hanno evidenziato fin dagli esordi con il singolo “Dancy” che li ha lanciati.

I due Cyborgs sono dei virtuosi della musica, ma con peculiarità differenti. Una caratteristica che contraddistingue il cantato di Cyborg(0) è il grande utilizzo di interiezioni lessicali e di onomatopee, mentre, Cyborgs(1) è un polistrumentista e dal vivo lo si ammira suonare tastiera e batteria, contemporaneamente.

I Cyborgs, durante il concerto all’Afterlife, hanno presentato alcuni pezzi del loro ultimo lavoro “Extreme Boogie”, oltre che i propri cavalli di battaglia. Il genere proposto, viene definito dagli stessi Cyborgs come “elektrock boogie”, ma si tratta fondamentalmente di un blues proveniente dal Delta del fiume Mississippi.

Ed è proprio del blues che i Cyborgs si avvalgono per esortare ad un ritorno al passato in cui regnano armonia e semplicità, mettendo in evidenza come con l’avanzare inesorabile del progresso tecnologico in atto, l’uomo si annienterà da solo.

I Cyborgs dicono di venire dal futuro, qui nel presente, per effetto di un “incidente” occorso durante il viaggio di ritorno verso la loro epoca, nel 2110, e lo fanno attraverso i diavoli blu del blues, ma stasera “se non balli non c’è futuro”.

Il concerto ha preso il via con il pezzo Cyborgs Boogie e non è mancata, come i The Cyborgs hanno abituato il loro pubblico, il momento di contatto con gli spettatori in cui i due uomini in maschera coinvolgono i presenti nella creazione di nuove sonorità facendosi battere sulla maschera le bacchette della batteria di Cyborg-One. Oppure, quando lo stesso Cyborg-One ha utilizzato una delle sue bacchette per suonare la chitarra di Cyborg-Zero.

Il tempo a loro disposizione, non ha permesso al duo di ripercorrere tutti i brani che il pubblico già ama. Non c’è stato spazio per la cover di “My Sharona” dei The Knack, ma le canzoni eseguite hanno lasciano intravedere un sound ammiccante a ZZ Top e Canned Heat, che dal vivo funziona particolarmente bene e ottiene consensi.

The Cyborgs

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