Perugia, Teatro Morlacchi, Allegrini presenta “Carducci a Perugia”

carducciPERUGIA, 9 aprile – Sandro Allegrini presenta “Carducci a Perugia: tra storia, fiction e poesia” con Alessandro Cannevale, magistrato, e Marcello Fruttini, biografo carducciano. Lettura di poesie dedicate a personaggi e al paesaggio umbro. Appuntamento fissato per il 14 Aprile, ore 17, al Teatro Morlacchi.

 

Forse risolto il rebus della firma (carducciana?) sul balcone dietro il coro della chiesa di San Pietro. La presenza del poeta Giosuè Carducci a Perugia (e in Umbria) è validata da una serie di documenti di sicuro interesse. Come dimostra l’ottimo saggio “Carducci in Umbria e dintorni”, scritto da Marcello Fruttini (Edizioni Era Nuova, disponibile al book shop).

Lo scrittore – che converserà con Sandro Allegrini e col magistrato Alessandro Cannevale – ricorderà che al “poeta vate”, con delibera di giunta del 1907, furono intestati i giardinetti, dove egli aveva trovato ispirazione per il famoso “Canto dell’amore” (in cui ricorda papa Pio IX e la costruzione della Rocca paolina del Sangallo). Il poeta era stato peraltro autore di un’ironica “bolla di scomunica alla rovescia” nei confronti del romano pontefice.

Nel settembre 1908, ai giardinetti fu apposto il celebre busto, opera pregevole dello scultore perugino Giuseppe Frenguelli. Lo Studium perusinum volle ricordare il poeta con una commemorazione tenuta dal professor Francesco Innamorati e aperta dal rettore Umberto Rossi.

Carducci fu nel capoluogo umbro almeno in quattro periodi, tra il 1877 e il 1879 come presidente di commissione (delegato) agli esami di maturità presso il liceo classico Annibale Mariotti. Felice il suo incontro con la città, che lo ricorda anche tramite un verso iscritto nel belvedere di viale Indipendenza (“da le colline digradanti in cerchio, l’Umbria guarda”).

Numerose le lettere scritte da Perugia alla moglie Elvira, alla figlia Bice, all’amante Lidia (cui manifesta la scarsa stima verso la poetessa perugina Maria Alinda Bonacci Brunamonti, soprannominata Brunechilde), agli amici.

Carducci fu accolto nei salotti perugini da dame e intellettuali di vaglia, come da circoli e sezioni di partiti popolari, circoli anarchici, socialisti, repubblicani, anticlericali. Amò l’Umbria e seppe come pochi cantarne il misticismo: Alfredo Oriani definì il sonetto “Santa Maria degli Angeli” come “il più bel sonetto della letteratura italiana”.

In questo contesto storico-biografico-letterario s’innesta la presenza del magistrato Alessandro Cannevale, autore del best-seller “La foglia grigia” (uscito nella serie bianca Einaudi), in cui lo scrittore inserisce nella fiction del suo noir la presenza del poeta, calato perfettamente nella vicenda ambientata nel capoluogo umbro all’indomani dell’unità.

Un mix di storia e di fiction che colgono perfettamente alcuni elementi topici della figura del poeta.

Letture di brani dedicati a Perugia e all’Umbria arricchiranno l’incontro.

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