La Mi Passione a Civitella d’Arna, la Passione di Gesù e Maria

Il testo, riadattato per la rappresentazione, si attiene rigorosamente all’autenticità della rappresentazione sacra

La Mi Passione a Civitella d'Arna, la Passione di Gesù e Maria

La Mi Passione a Civitella d’Arna, la Passione di Gesù e Maria
Da Lamberto Salvatori

CIVITELLA D’ARNA (Perugia) – Dopo tre anni di assenza, torna a Civitella d’Arna la rappresentazione de La Mi Passione, uno spettacolo di teatro popolare itinerante, che la Proarna, in collaborazione con la proloco di Ripa, ha organizzato dal 2007 al 2014.

In particolare la rappresentazione scenica, ripropone la Passione di Gesù e di Maria così come la cantilenava una vecchia signora, Erminia Calzoni Bovini, nata nel 1863 a Montecapanno, morta nel 1953, e tutt’ora sepolta nel cimitero di Civitella d’Arna,   che fin dai primi anni del novecento andava di aia in aia, durante le serate della settimana santa,  per preparare i contadini alle celebrazioni del Triduo Pasquale.

Nella Sacra rappresentazione,  gli attori e i figuranti della Proarna, coadiuvati da quelli della vicina proloco di Ripa, si muovono in una stupenda scenografia naturale trasformata, dalle parole del testo dialettale, in luoghi del sacro.


 
“La mì Passione”
domenica delle Palme
9 aprile 2017
CIVITELLA d’ARNA 
Perugia

Per una sera, l’aia, il pozzo, il pagliaio, la stalla, l’antico castello ed il campanile che domina il piccolo borgo di Civitella, toccati dal dolore straziante di Maria, diventano i luoghi reali dove la passione di Cristo si concretizza, così come se la immaginavano i contadini del secolo scorso.

Il testo, riadattato per la rappresentazione,  si attiene rigorosamente all’autenticità della rappresentazione sacra, ed è un importante documento storico che il dott. Giuliano Bastianelli,  di Ripa, appassionato della storia e  cultura locale, ha conservato nel tempo.

Erminia Calzoni Bovini, raccontava a memoria, nel periodo pasquale,  la storia della Passione di Cristo ed il bambino Giuliano, ebbe la bontà di scrivere ciò che ascoltava dalla donna e conservarlo gelosamente nel tempo.  Successivamente  Bastianelli  ne fece dono alla Proarna  per la rappresentazione.

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