CIÒ CHE L’ARTE RACCONTA O… SUGGERISCE

ANNA BELARDINELLI (UJ.com3.0) PERUGIA – Una lettura delle opere d’arte dei nostri principali pittori, tutta declinata al femminile. Una rivisitazione delle tre più importanti mostre tenute nel nostro territorio. Per ripercorrere itinerari di cultura, tra storia, religione, cronaca e invenzione. Anna Belardinelli, scrittrice, attrice, artista, si è specializzata in incontri-affabulazione (tra cultura, spettacolo e creatività) spesso legati alle grandi mostre organizzate presso la Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugino, Pinturicchio, Signorelli). Profilo bio: Anna Belardinelli nasce a Perugia nel 1946. Nella sua prima formazione ha un ruolo importante l’incontro con l’ambiente di Aldo Capitini da un lato, con quello della sperimentazione teatrale dall’altro, entrambi permeati di forti tensioni etiche e politiche. In seguito, conduce una ricerca sui temi del doppio, dell’identità, del rapporto soggetto-oggetto, attraverso gli strumenti delle arti visive. Produce macchine di specchi e dipinti che sondano le infinite possibili varianti, suggerite da macchie casuali. Parallelamente e gradualmente ricollega a questa produzione il linguaggio della parola scritta, peraltro legato alla sua prima e più sistematica formazione.

Nascono libri illustrati per bambini, studi di lettura iconografica, scritture a partire dall’interpretazione di manufatti, fino a opere interamente ed esclusivamente narrative. Alcuni suoi libri: “Tommaso detto Masaccio”, “Maree di pietra”, “Specchio di terra”, “Il nodo e la forbice”, “Lo spettatore beffardo: storie dipinte da Pintoricchio e raccontate dai personaggi medesimi”, “C’era una volta e rivolta”, “I sogni di Michele”, “Michele e le dieci porte”, “Un muro pieno di sogni”. Suoi scritti sono apparsi su riviste e quotidiani, fra cui Unità, L’indice, Linea d’ombra, Architectural Digest.

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