Bisbetica capolavoro di Shakespeare con Nancy Brilli nei teatri Umbri

Bisbetica capolavoro di Shakespeare con Nancy Brilli agli Illuminati di Città di Castello
Nancy Brilly (Foto di Federico Riva @2015)

Bisbetica capolavoro di Shakespeare con Nancy Brilli agli Illuminati di Città di Castello

Con Bisbetica, tratto dal capolavoro di Shakespeare, Nancy Brilli, nel ruolo dell’indimenticabile protagonista, inaugura quattro Stagioni di Prosa del circuito del Teatro Stabile dell’Umbria: sabato 24 ottobre il Teatro Comunale di Gubbio, domenica 25 il Teatro degli Illuminati di Città di Castello, martedì 27 il Politeama Clarici di Foligno e da mercoledì 28 a domenica 1 novembre il Morlacchi di Perugia.

Lo spettacolo, debuttato con grande successo nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese, si avvale di un affiatato e numeroso cast formato da Matteo Cremon, Federico Pacifici, Gianluigi Igi Meggiorin, Gennaro Di Biase, Anna Vinci, Dario Merlini, Brenda Lodigiani, Stefano Annoni e nel ruolo del Dr. Jolly Valerio Santoro.

“La commedia di William Shakespeare – scrive la regista Cristina Pezzoli – prevede una cornice formalmente indispensabile: nel prologo infatti accade che Sly, un ubriacone che si è addormentato sul marciapiede fuori dall’osteria, viene preso e fatto trasportare da un ricco signore nel suo sontuoso palazzo. Con una bella dose di cinismo, mentre sta dormendo, viene travestito da ricco signore, per fargli credere al risveglio di aver solo sognato di essere un povero ubriacone. Quando Sly si sveglia, Shakespeare lo fa assistere a uno spettacolo rappresentato da una compagnia di attori girovaghi, una storia che mostra appunto come addomesticare una bisbetica.

Dopo aver messo l’ubriacone a fare da spettatore, Shakespeare chiude la cornice nel finale con qualche battuta di Sly che ributtato davanti all’osteria da cui era stato prelevato, afferma che ora sa come comportarsi con la moglie insopportabile quando rientrerà a casa: l’ha imparato dallo spettacolo che ha visto o sognato. Punto focale della commedia è il monologo finale di Caterina che esprime la sua repentina quanto radicale conversione: da ribelle indomabile e feroce oppositrice delle intemperanze femminili a convinta teorizzatrice della superiorità degli uomini rispetto alle donne. Gerarchia che sostiene in quel monologo e che accetta sottomettendosi di buon grado.

Come affrontare in una messa in scena la complessità di questa struttura?

Non mi interessava fare un allestimento ‘femminista’ e trasformare Caterina in una specie di eroina martire vittima di un Petruccio mostruoso che la riduce all’obbedienza attraverso l’esercizio crudele e ottuso della violenza. Per questo ho ritenuto di fare alcune scelte per potenziare l’aspetto comico e dare a questo spettacolo la forma di un’opera pop e di costruire un gioco raffinato e divertente su questa commedia tanto nota.” (Foto di Federico Riva @2015)

Bisbetica capolavoro di Shakespeare

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