Sant’Ercolano e Totila Re dei Goti, che non era poi così cattivo

Totila agì con un’etica militare piuttosto evoluta

Sant’Ercolano e Totila Re dei Goti, che non era poi così cattivo

Sant’Ercolano e Totila Re dei Goti, che non era poi così cattivo da Anna74 (dai commenti) PERUGIA – Rispetto la venerazione dei cittadini di Perugia verso Sant’Ercolano, soprattutto in questo periodo di paura e di dolore dovuto al terremoto. Ma reputo opportuno fare qualche precisazione sulla figura storica di Totila, il re dei Goti a cui la tradizione attribuisce il feroce martirio del santo vescovo. Il Totila che emerge dalla cronaca del suo contemporaneo Procopio di Cesarea non è affatto un sadico persecutore. Questo re, dopo le sue vittorie, esortava i Goti a rispettare la popolazione: «Se volete conservare la fortuna che vi è capitata, è chiaro che dovete rispettare la giustizia. Se cambierete condotta, avrete subito contro di voi anche Dio. Egli infatti non ha intenzione di proteggere una particolare razza di uomini o una determinata nazione, ma chiunque mostri di osservare maggiormente la giustizia».

Inoltre, Totila agì con un’etica militare piuttosto evoluta per la sua epoca: proibì all’esercito di far violenza alle aristocratiche romane rifugiate a Cuma, fece distribuire viveri ai Napoletani affamati che si arresero dopo l’assedio, mise a morte un suo soldato che fece violenza a un’adolescente napoletana, accolse la supplica di Pelagio e risparmiò gli abitanti di Roma e la vedova di Boezio, lasciò liberi i nemici fatti prigionieri dopo le sue vittorie.

Neppure il massacro dei cittadini di Tivoli è attribuito da Procopio a un ordine di Totila ma a una scorreria di un drappello di Goti nella città di cui avevano trovato le porte aperte. Non ci sono sospetti di piaggeria riguardo a Procopio perché questo intellettuale era a servizio dei Bizantini e avrebbe quindi avuto interesse a dipingere il re nemico come un crudele despota. Per di più, anche una fonte cattolica come il Liber Pontificalis, che avrebbe dovuto vedere con una certa ostilità un uomo di fede eretica come il re dei Goti, scrisse che Totila si comportò con i Romani come un padre con i figli (Vita Vigilii).

Un sovrano capace di tanta umanità non può aver ordinato il supplizio di un uomo vecchio e inerme qual era Ercolano. Infatti, riguardo alla conquista di Perugia, Procopio ci riferisce che Totila non era presente perché impegnato nell’assedio di Roma e che la città fu presa dai suoi generali. Quindi, una ricostruzione storicamente coerente e plausibile è che Ercolano sia stato ucciso dai soldati che saccheggiavano la città mentre il re non si trovava sul posto a controllarli.

Perché allora Gregorio Magno accusa Totila in persona di questo martirio? Perché scrisse a oltre quarant’anni di distanza dai fatti, influenzato da un clima culturale assai ostile a Totila, un sovrano oltretutto colpevole di essere un eretico: Totila era stato sconfitto e ucciso nel 552 e i Bizantini vincitori avevano portato avanti un’accesa campagna di demonizzazione dipingendolo come un nefando tiranno per motivi propagandistici.

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